Una vicenda incredibile quella che ha coinvolto un Pastore Tedesco colpito dal fucile di un cacciatore, che l’aveva scambiato per un cinghiale. Argo, un cane di soli 6 anni, passeggiava con il proprietario all’interno della sua tenuta in località Ampio, nel comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto). Lo spazio recintato delimita la zona di proprietà dell’uomo ed è parte integrante dell’abitazione del proprietario del cane. Argo, a pochi metri da lui, è stato raggiunto da una pallottola che gli ha distrutto la mandibola.

A premere il grilletto è stato un uomo, parte integrante di un gruppo di tre cacciatori, che si è giustificando sostenendo di aver scambiato il cane per un cinghiale. Dopo il colpo Argo si è subito rifugiato in un oliveto della proprietà, da dove è stato recuperato in condizioni pietose, spaventato e terrorizzato. Il proprietario ha quindi contattato Carabinieri e Lav, e condotto il cane presso la clinica veterinaria più vicina. Una visita rapida ha però sottolineato la gravità delle condizioni e per Argo non c’è stato nulla da fare, se non scegliere l’eutanasia. Una decisione sofferta ma necessaria per porre fine al suo incredibile dolore.

Nonostante il gruppo di cacciatori si fosse allontanato, senza prestare aiuto e soccorso, il responsabile è stato individuato e interrogato dai Carabinieri. Queste le parole del proprietario di Argo:

Ho visto uno dei cacciatori puntare il fucile oltre la recinzione e fare fuoco su Argo che era a qualche metro da me, dopodiché si è giustificato dicendo di averlo scambiato con un cinghiale. Non posso credere che si sia trattato di un errore perché Argo era di fronte a me, il terreno in quel punto è libero e chi ha sparato non distava più di una quindicina di metri dal cane.

La famiglia ha presentato denuncia e, con il sostegno della Lav, depositerà presto i referti medici e le foto a prova delle lesioni subite dal cane. Secondo una nota della Lav stessa, giunta sul luogo dell’accaduto e dopo un sopralluogo, la distanza non sarebbe così elevata da giustificare il gesto.

Il punto da cui è partito il colpo, un albero sotto il quale il cacciatore sedeva, dista pochi metri da quello in cui Argo si trovava. Non risultano condizioni di visibilità compromesse che abbiano potuto impedire di distinguere il cane e farlo scambiare per un cinghiale, come ha affermato il cacciatore.

4 novembre 2013
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I vostri commenti
DARIO SANCIN, martedì 5 novembre 2013 alle18:35 ha scritto: rispondi »

Negli ultimi mesi si son sentiti un po troppi omicidi (chiamati errori) da cacciatori che sparano a qualsiasi cosa si muove,credo questo succeda perchè , secondo mè,non ci sono controlli da parte delle autorità competenti,e oltretutto più del sequestro dell'arma (forse) ,non sono mai stati puniti come andrebbe fatto.é ora di finirla di lasciar ste persone libere di uccidere indistintamente

vittorio, lunedì 4 novembre 2013 alle21:18 ha scritto: rispondi »

mi convinco sempre di più che l'ignoranza umana non ha limiti, mi riferisco a chi ha commentato la notizia

Alberto Bencivenga, MD, Ph D, lunedì 4 novembre 2013 alle19:29 ha scritto: rispondi »

Per commentare le "gesta" di questo "cacciatore! mi viene in mente una sola parola: imbecille!

Cri, lunedì 4 novembre 2013 alle16:36 ha scritto: rispondi »

Purtroppo i cacciatori sono dei decerebrati con la licenza di uccidere...

giunela, lunedì 4 novembre 2013 alle13:40 ha scritto: rispondi »

Auguro al prode cacciatore la stessa fine di quel povero innocente cane !

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