Una passeggiata a lieto fine è quella che ha condotto al salvataggio un esemplare di Pit Bull, finito in fondo a un dirupo perché colpito a morte da una serie di pallottole. A riportarlo alla vita è stata Andi Davis che, di passaggio per un sentiero di Phoenix, ha incrociato il corpo esanime del cane. L’animale dal manto bianco e nero versava in condizioni critiche, ed era stato gettato di proposito per decretarne la morte. La donna, un po’ in ansia per il tipo di reazione del cane, non si è fatta condizionare dalla paura e ha trasportato a braccio l’animale.

Un’ora di camminata stancante, a causa dei 21 chilogrammi abbondanti del cane, hanno reso il trasporto faticoso ma non impossibile. Andi Davis si è preoccupata di rassicurare costantemente l’esemplare, anche durante la corsa in auto verso la salvezza. Appena individuato lungo la scarpata rocciosa, la donna ha meditato velocemente se scendere o correre a cercare aiuto. Ma ha poi deciso di raggiungere il cane e abbeveralo con la sua bottiglia d’acqua. L’animale, ribattezzato Elia, ha solo due anni ed è stato condotto presso il centro veterinario dell’Arizona Humane Society.

Raggiunta dalla famiglia, la donna ha seguito le cure mediche del povero Elia, mentre la figlia di soli 10 anni è rimasta dolorosamente colpita da tanta violenza. Non si conosce la tempistica dell’evento, per quante ore o giorni il cane abbia sofferto nel dirupo. Elia presentava una ferita aperta sul ventre, frammenti di proiettile vicino al midollo spinale e un bossolo sul collo. Ora il Pit Bull fa parte della famiglia Davi, e la figlia Jessi ha stabilito subito con lui un legame forte. Nessuno riesce a comprendere perché tanto accanimento nei confronti di un animale così buono e affettuoso.

Ora si cercano i responsabili del vile gesto, esiste una ricompensa di 2.500 dollari per chi potrà fornire indizi utili per l’arresto degli aguzzini. Mentre la PETA vuole premiare il gesto compassionevole della donna con un riconoscimento appropriato.

28 ottobre 2013
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I vostri commenti
gabry, domenica 3 novembre 2013 alle8:51 ha scritto: rispondi »

Mi associo al Sig.Sergio la cattiveria dell'uomo sugli animali non ha limiti quando poi questi si ribellano tutti a gridare allo scandalo!! Alla sig.ra si dovrebbe dare una medaglia.

Sergio ZANGANELLI, lunedì 28 ottobre 2013 alle10:08 ha scritto: rispondi »

PESTE E CORNA CON SFIGA SEMPITERNA AL RIFIUTO UMANO COLPEVOLE DI QUESTO GESTO = SE NE ACCORGERA' PRESTO CHE FAR DEL MALE AGLI ANIMALI E' UN GESTO CHE VIENE PUNITO SEVERAMENTE. Complimenti e tutta la mia solidarietà alla famiglia che sta ridando vita a questo bel cagnone

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