Cane salvato dalla Corea del Sud non dorme sdraiato

La giovane Harriet, un esemplare di cane razza Korean Jindo, ha vissuto l’ultima parte della sua esistenza recluso in una gabbia, all’interno di una fattoria per la carne di cane a Wonju, nella Corea del Sud. La piccola, di soli tre anni, era destinata al commercio, perché in alcune parti dell’Asia l’uccisione di questi animali e il consumo della loro carne è ancora tristemente molto richiesto. Con lei, altri tredici esemplari hanno trovato una via di fuga, grazie all’intervento dell’associazione Humane Society International che li ha affidati alla sezione di Tampa Bay, in Florida (USA). La cagnolina è giunta al rifugio visibilmente spaventata e terrorizzata, incapace di comportarsi come un quadrupede perché condizionata da un’esistenza traumatica.

Le gabbie dove i cani vengono blindati sono spazi stretti e angusti: gli animali vivono tra feci e sporcizia, con un unico riparo sulla parte superiore che funge da tetto. Ma sia la base che i lati sono esposti al freddo, al vento, al gelo e alle intemperie. Gli animali vivono ingozzati di cibo ma senza l’agio di muoversi, per questo Harriet è apparsa smarrita e confusa all’interno di un box molto più ampio e comodo da attraversare. Immobile accanto alla parete, non ha cercato di annusare il nuovo spazio: solo la pazienza dello staff le ha permesso di uscire per pochi passi sull’erba fresca. Luoghi e spazi a lei del tutto sconosciuti, a cui ha risposto con una forte immobilità.

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Un percorso di recupero molto complicato per la piccola, a cui ha risposto uno dei volontari capo della struttura: Leslie Menichino. La donna, dopo aver portato la cagnolina in ufficio con lei, l’ha lasciata libera di muoversi. Ma Harriet si è semplicemente limitata a rimanere in piedi, ferma e bloccata come una statua. Solo successivamente si è seduta sulla coperta a sua disposizione, addormentandosi in quella posa, senza sdraiarsi. Le immagini riprese dalla stessa Leslie mostrano come la piccola fosse incapace di stendersi per terra, conseguenza diretta dell’aver vissuto anni in gabbia sempre in piedi. Probabilmente, la presenza degli altri cani accanto a lei le permetteva di dormire seduta, senza cadere ma senza muoversi. Per lei il percorso sarà lungo ma, gradualmente, ci saranno nuove conquiste come quella di acciambellarsi sulla coperta e dormire sdraiata. La vita in queste fattorie della carne è un vero calvario: i cani vengono maltrattati, torturati quindi uccisi. In alcuni cani la morte non giunge istantaneamente e alcuni di loro vengono scuoiati ancora vivi.

30 gennaio 2017
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I vostri commenti
Davide Venturi, lunedì 19 giugno 2017 alle14:57 ha scritto: rispondi »

Non ci sono parole e dubbi, queste persone, mi riferisco a Coreani e Cinesi che ancora oggi attuano con così tanta crudeltà e violenza gesti, atteggiamenti o comportamenti simili verso cani e gatti... smettetela in nome di Dio, ponete fine alla violenza. È pura VIOLENZA ciò che fate su questi animali che sono meravigliosi. Ponete fine per favore, ponete fine...

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