Una storia di ritrovamenti spiega nuovamente quanto sia importante il microchip per il mondo canino. Un Basset Hound statunitense, infatti, è stato ritrovato dopo 3 anni dalla sua scomparsa, a ben 1.600 chilometri da casa. E ora, dopo tanto girovagare, si è potuto ricongiungere con la sua amata famiglia.

Si chiama Molly ed è un esemplare di Basset Hound davvero simpatico, anche perché il suo corpo un po’ in sovrappeso la rende particolarmente adorabile. Il cane tre anni fa è stato affidato momentaneamente a un amico di famiglia, perché il padrone – un militare dell’esercito statunitense – è dovuto partire in missione nel Medio Oriente.

Forse spaventata dalla mancanza del suo amico umano, o forse per nostalgia, Molly un bel giorno ha deciso di fuggire di soppiatto dalla sua abitazione ospite, determinata a ricongiungersi con il suo padrone. Ma così non è stato: il Basset Hound è diventato un randagio a zonzo per le città limitrofe.

Fin quando non è stata notata da un poliziotto in quel di Tucson, a 1.600 chilometri dalla sua abitazione originaria, che l’ha catturata e portata in un centro per il recupero dei randagi. Qui lo scan del microchip ha permesso di identificare il proprietario del cane e, dopo ben tre anni e tante lacrime versate, i due si sono potuti ricongiungere. Una storia a lietissimo fine, che sarebbe stata impossibile senza la presenza del microchip.

18 luglio 2012
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