Una storia di amore e fedeltà, di sofferenza e solitudine quella di un cane meticcio ecuadoriano e del suo salvatore svedese. L’atleta Mikael Lindnor, con il suoi tre compagni del team Peak Performance Adventure Racing, si trovava nel bel mezzo di una gara faticosa ed estenuante, l’Adventure Racing World Championship, quando sul suo percorso si è inserito il piccolo cane. La competizione di 700 chilometri, che prevede 10 giorni non stop tra trekking, mountain bike, kayak e navigazione, è un percorso lungo, faticoso e stremante. Le 70 squadre presenti si sono confrontate sul terreno difficile di alcune zone dell’Ecuador: Ande, Pacifico e foresta pluviale.

Grande sorpresa quindi per il team svedese quando, durante una pausa, il cane dal manto chiaro e dall’aspetto triste e malandato si è avvicinato cercando compagnia. Forse attratto dal cibo in scatola e dalla fame, l’animale è riuscito a intenerire Mikael Lindnor che, mosso a compassione, gli ha donato una polpetta di carne svedese. Da quel momento l’animale simil-spinone, ribattezzato Arthur, ha deciso di non abbandonare la squadra attraversando con loro terreni complessi e fangosi. Nonostante i vari tentativi di allontanamento, il quadrupede è rimasto fedele a quel gesto amorevole, forse mai ricevuto prima. Come sostiene l’atleta, la squadra ha dovuto fare diverse pause per impedire che il cane soccombesse alla fatica estrema, spartendo con lui il cibo in un territorio privo di risorse alimentari.

Sollecitato più volte dagli organizzatori ad abbandonare il cane, considerato un pericolo e un ostacolo per la gara, il team ha provato per l’ultima volta a lasciarlo a riva prima di lanciarsi in kayak. Ma Arthur non ne ha voluto sapere e si è gettato nelle acque vorticanti nuotando fino allo stremo e così Mikael Lindnor, contro il parere di tutti ma con il sostegno del pubblico, ha issato l’animale sull’imbarcazione proseguendo nella gara con lui.

Da quel momento il cane è diventato la mascotte e parte integrante del team, favorendo così la nascita di quello che sarebbe diventato un legame indissolubile. A fine competizione, giunto il momento dei saluti, il gruppo non ha voluto lasciare l’animale in Ecuador. Dopo aver fatto richiesta al Jordbruksverket (il Consiglio Svedese dell’Agricoltura), e a seguito di svariati giorni di attesa e preghiere, il cane ha ricevuto l’ok per il suo ingresso in Svezia.

Curato in primo momento in Ecuador presso un centro veterinario, l’animale è stato medicato per una ferita sulla schiena, lacerazione tenuta nascosta per non bloccare le pratiche, che stava infettando da mesi la carne del cane ormai piena di vermi. Ora Arthur, giunto in Svezia con un volo aereo, rimarrà in quarantena per le visite di rito per poi approdare all’abitazione di Lindnor e della sua famiglia. Un esito felice per un piccolo e fragile randagio che ha combattuto con tutte le sue forze per non separarsi dall’umano che aveva scelto come compagno per tutta la vita.

27 novembre 2014
Fonte:
BBC
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