Ventidue lunghissimi mesi: è il tempo trascorso dal cane Malice lontano da casa e dagli affetti più cari. La quadrupede, ribattezzata con il nome di una rock band, è l’animale di affezione di MacKenzie Witbracht. La piccola, che oggi ha nove anni, due anni fa è finita letteralmente dietro le sbarre perché considerata pericolosa. Secondo i documenti del tribunale di Des Moines, capitale dello stato americano dello Iowa, qualcuno avrebbe segnalato l’animale alle autorità perché considerato pericoloso. Alcuni status pubblicati da MacKenzie via Facebook avrebbero allarmato gli utenti, tanto da coinvolgere gli agenti della Animal Rescue League of Iowa. Dopo un rapido controllo, l’animale è stato preso in carico dal gruppo, nonostante le proteste della proprietaria.

La donna, che soffre di disturbo da stress post-traumatico, avrebbe confessato attraverso il social network alcune dinamiche casalinghe. Secondo le sue parole, Malice si sarebbe azzuffata o avrebbe litigato con gli altri animali di casa, creando un po’ scompiglio e qualche cuscino strappato. Producendo un po’ di spazzatura e confusione durante la sua assenza. Questo ha spinto gli utenti verso la segnalazione convinti della pericolosità del cane, in particolare vista la presenza di due bambine presso l’abitazione. Un giudizio troppo affrettato, condizionato dalla patologia della donna in preda all’ansia. Una situazione sconfessata anche dai vari veterinari che hanno osservato Malice, considerata pacifica e anche sottomessa.

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Ma ciò non è bastato e, per quasi due anni, Malice ha vissuto isolata, senza contatti, carezze e senza la possibilità di rivedere la sua famiglia. Una lontananza fortemente osteggiata dalla donna, dalla sua famiglia e dai suoi avvocati. Fino alla sentenza emessa il mese scorso da un giudice della Iowa District Court, che ha fatto cadere le imputazioni per mancanza di fatti concreti e prove reali. Dopo due lungi anni, l’incontro è avvenuto tra le lacrime ed esplosioni di gioia. Mesi durante i quali Malice è invecchiata nel fisico e nell’animo, ma non ha mai smesso di sperare di rivedere i suoi cari. Questo caso è sintomatico di come, in USA, alcune razze vengano considerate erroneamente pericolose per finire recluse o soppresse. Malice, per assurdo, non ha mai dimostrato un atteggiamento aggressivo ma, in caso di crisi di ansia o panico di MacKenzie, si è sempre precipitata per prima in suo soccorso.

11 gennaio 2017
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