Non c’è momento della giornata che il cane attenda con più gioia della passeggiata. Dopo una giornata chiuso in casa, senza nemmeno poter espletare le proprie funzioni fisiologiche, Fido brama il contatto con il terreno e l’aria aperta. Non sempre, però, gli orari tra proprietari e animali domestici coincidono, quindi ci si deve attrezzare con amici, parenti e perfino dei dog-sitter. Vi è chi, tuttavia, ha ben pensato di far ricorso alla robotica: arriva il primo rudimentale drone da passeggio.

L’iniziativa virale, ovviamente condotta più come esperimento che come realtà quotidiana, arriva da Jeff Myers, un regista in quel di New York. L’uomo, armatosi di drone e guinzaglio, ha filmato un pomeriggio di corse del cane al parco completamente guidate dal remoto. E ovviamente monitorate sull’immancabile mappa online, così come di consueto per tutti i servizi di geolocalizzazione che si rispettino.

Va fatta però una doverosa premessa: quel che si vede nel filmato, compreso il cagnolino disegnato su Google Maps, non è dato sapere se sia un progetto effettivamente realizzato o una sapiente opera di montaggio cinematografico. E sebbene gli utenti sembrino optare per la seconda ipotesi, l’idea rimane comunque valida: la tecnologia esistente, se lo si volesse, permette già da oggi a chiunque di fare altrettanto.

Nel video, una telecamera montata sul drone monitora gli spostamenti del cane, mentre il proprietario guida a distanza il velivolo. Il girato mostra l’uomo comodamente seduto alla scrivania di casa, ma in realtà la guida dei droni a uso consumer richiede una certa prossimità con l’apparecchio, dato il segnale radio appositamente limitato a poche centinaia di metri per evitare pericolosi incidenti. Dallo schermo del computer o di un dispositivo portale si controlla quindi lo stato del cane, compresa la sua precisa geolocalizzazione.

Così come in molti hanno già avuto modo di sottolineare sui social network, l’idea presenta diversi limiti. Il primo è quello dello scarso valore che si accorda al rapporto con il proprio quadrupede: l’animale ha bisogno del contatto fisico, dell’affetto, della vicinanza del proprietario, perché identifica l’umano come il capobranco. Poi, è palese come il sistema possa funzionare solamente in condizioni idilliache: il rumore delle eliche del drone potrebbe spaventare il cane, la leggerezza del velivolo non permetterebbe inoltre di contenere Fido qualora decidesse di rincorrere uno scoiattolo al parco o si lanciasse in una zuffa con un gatto o un altro cane. In definitiva, il progetto virale è simpatico e ben realizzato, ma poco sicuro – per non dire impossibile – da tradurre effettivamente nella realtà.

23 maggio 2014
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