Galeotto fu un viaggio in India nel 2014, durante il quale una coppia inglese, Angela e Ian Szczypka, si innamorò di un piccolo cagnolino paraplegico. I due, originari di Benfleet nell’Essex (UK), erano in visita nella zona di Goa nell’India dell’Ovest. Appassionati di animali, con tanto di fattoria in Inghilterra, si sono imbattuti in un centro di soccorso per cani randagi dove gli esemplari venivano accolti e accuditi. Tra questi spiccava un cucciolo un po’ sottopeso, impossibilitato a camminare e per questo in grado solo di trascinare le zampe posteriori. Il piccolo, vittima di un assalto da parte di un altro esemplare, era divenuto paraplegico.

L’affinità tra la coppia e il cane, ribattezzato Idy, è scattata immediatamente e per tutto il soggiorno i due hanno trascorso del tempo di qualità all’interno del rifugio. Per impedire che il cucciolo si ferisse trascinando gli arti, hanno creato un supporto con un asciugamano, in questo modo le zampe risultavano sollevate da terra senza attirare le mosche. Una volta pronti per tornare a casa Angela e Ian hanno deciso per adottare il cagnolino, ma la burocrazia ha frenato il loro slancio e per nove mesi Indy ha soggiornato in una pensione indiana spesata dalla coppia. Ottenuto il biglietto del volo e tutti i documenti ha potuto raggiungere la sua nuova famiglia in Inghilterra.

L’incontro all’aeroporto è stato toccante, nonostante l’ambiente nuovo e l’ansia del cagnolino, Indy ha riconosciuto la coppia e li ha seguiti nella sua nuova casa. Ora che ha diciotto mesi e condivide lo spazio con altri animali e altri cani, Indy può muoversi con l’ausilio di un comodo carrellino. Una visita specialistica ha mostrato che forse un giorno potrà camminare ancora, quindi la coppia ha lanciato una raccolta fondi su Go Fund Me per realizzare questo nuovo sogno. Dopo aver speso circa 2300 sterline per portarlo in Inghilterra ne rimangono solo 250 per permettere a Indy di abbandonare per sempre la disabilità, per trasformare in corsa la sua immobilità.

19 gennaio 2016
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Sergio Cardazzo, martedì 19 gennaio 2016 alle14:42 ha scritto: rispondi »

Veramente da ammirere

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