Una scioccante storia proviene da Reggio Calabria e riguarda, nuovamente, un caso di crudeltà contro gli animali. Un povero cane è rimasto suo malgrado intrappolato in un bidone di catrame, ma gli addetti veterinari interpellati dai passanti si sarebbero rifiutati di intervenire, lasciando l’animale alla morte. Dura la reazione dell’ex Ministro Michela Vittoria Brambilla: «Chi ha sbagliato paghi».

Il tutto è avvenuto a Sambatello, una frazione di Reggio Calabria, dove un randagio – forse nel tentativo di superare un recinto – è caduto in un bidone per la raccolta del catrame. Rimasto bloccato e impossibilitato a muoversi, i primi soccorsi sono arrivati dai passanti, i quali hanno prontamente chiamato i veterinari dell’Asp. L’incaricato sopraggiunto sul luogo però, certificando l’assenza di microchip impiantato sottopelle, ha deciso di lasciarlo morire perché non regolarmente registrato. Poco importa della dignità di un essere vivente e chissà che l’esemplare non fosse tatuato sulla zampa inferiore, ovviamente invisibile perché sprofondata nel bidone.

Basite tutte le associazioni per la difesa degli animali, come ENPA, LAV, Lega del Cane, Leidaa, Oipa, Chiliamacisegua, rappresentate nella Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente. In una nota si esprime sgomento e la richiesta di provvedimenti per chi si è reso responsabile di questo comportamento disumano:

«Colpisce la sostanziale indifferenza con cui le autorità preposte dalla legge a intervenire quando i cittadini segnalano la presenza di un animale in difficoltà, hanno lasciato morire questo povero cane. La bestiola è rimasta infatti per ore a guaire e lamentarsi, ma nessuno di coloro che avrebbero dovuto almeno provare a trarlo in salvo ha fatto qualcosa per toglierla da quella trappola. E dopo ore ed ore di atroce agonia l’animale è morto. Dov’erano le istituzioni? E i cittadini? Se è mancato il senso del dovere, che fine ha fatto il buon cuore? Fatti simili non sono accettabili e denotano la più totale mancanza di civiltà e di sensibilità.»

E pensare che, per quanto non semplicissima, l’operazione di salvataggio avrebbe potuto portare al completo recupero del cane. Ma, a quanto pare, i soliti cavilli burocratici hanno avuto la meglio.

19 giugno 2012
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I vostri commenti
pino, venerdì 7 febbraio 2014 alle19:25 ha scritto: rispondi »

io vorrei sapere solo sapere dove abitano i veterinari................

Antonella, venerdì 26 luglio 2013 alle6:38 ha scritto: rispondi »

Chi ha sbagliato deve pagare.....mi vergogno di far parte del genere umano

francesco, venerdì 24 maggio 2013 alle22:02 ha scritto: rispondi »

Purtroppo nel meridione la cultura del cane non c'e' sono ancora al tempo della pietra, x loro il cane e' cane e merita di fare il cane non lo capiscono che il cane prova gioia dolore tristezza anzia ecc... i cani si dovrebbero comportare come loro si dovrebbero rifiutare di dare salvataggio fare finta di non capire e lasciarle al loro destino perche questo meritano queste merde

SELENE PUGLIESE, martedì 7 maggio 2013 alle15:49 ha scritto: rispondi »

Altro che pubblicità sulla Calabria da scoprire.....questi veterinari devono pagare con la galera...  e devono essere radiati per sempre .... ..la cattiveria dell'essere umano non ha confini ..... DEVONO PAGARE !!!!!!!!!!!!!

antonella, martedì 7 maggio 2013 alle15:49 ha scritto: rispondi »

IL FATTO NON HA ALCUN BISOGNO DI COMMENTI. NON RIMANE CHE AUGURARE A QUEL MASCALZONE DI VETERINARIO LE PEGGIO COSE..IN ATTESA CHE QUESTA MISERA GIUSTIZIA UMANA FACCIA UNA VOLTA TANTO IL SUO CORSO

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