Il cane potrebbe essere nato in Asia centrale 15.000 anni fa. È questo il risultato di nuove ricerche sull’origine del più fedele degli animali domestici, l’ultima di una lunga serie di studi che, negli anni, ne hanno vagliato la discendenza e le modalità di addomesticamento. Il cane deriverebbe dal lupo grigio, così come già ampiamente riconosciuto dalla comunità scientifica, ma oggi si giunge a una posizione geografica più precisa grazie anche all’aiuto del DNA.

Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, è stato condotto dalla Cornell University dai ricercatori Laura M. Shannon e Adam R. Boyko, aiutati da un grande gruppo di scienziati a livello internazionale. La ricerca ha voluto tracciare le origini, anche analizzando il codice genetico, di una grande varietà di cani. Non solo però i puro razza, così come avvenuto negli studi precedenti, ma anche includendo meticci e randagi, poiché costituiscono il 75% di tutta la popolazione mondiale di quadrupedi oggi disponibile.

I ricercatori hanno analizzato tre differenti tipologie di DNA per un campione davvero vasto di animali: 4.500 cani, divisi in 161 razze, 549 meticci e 38 nazioni. In questo modo, si sono potuti identificare i gruppi di quadrupedi moderni che più si avvicinano geograficamente ai primissimi esemplari della storia, almeno dal punto di vista genetico, grazie all’analisi del DNA di antichissimi fossili. È quindi emerso come i cani possano aver trovato origine in Asia Centrale, all’incirca 15.000 anni fa, in un’area compresa tra l’attuale Mongolia e il Nepal. Nella ricerca si spiega come questa origine possa essere considerata la più evidente in relazione ai quadrupedi oggi viventi, sebbene non si escluda che anche in altre parti del mondo – come l’Europa – i cani potessero essere stati addomesticati, per delle razze tuttavia non giunte al presente.

Lo studio ha coinvolto enormi sforzi a livello internazionale, poiché per analizzare a fondo il DNA sia degli esemplari di razza che dei meticci, è stato necessario viaggiare in molti luoghi del globo per prelevare campioni di sangue, in particolare da animali da strada o randagi, così da ottenere una fotografia il più ricca e fedele possibile su cui lavorare.

20 ottobre 2015
Fonte:
BBC
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