Cane muore in aereo: l’avevano costretto a volare nella cappelliera

È una storia drammatica quella che proviene dagli Stati Uniti e vede come protagonista un cane di razza Bouledogue Francese, deceduto in aereo. Il tutto è avvenuto durante un volo di linea da Houston a New York, quando i proprietari del cane sono stati costretti dallo staff di bordo a chiudere il quadrupede all’interno della cappelliera del velivolo. Un luogo non consono per il trasporto degli animali, uno spazio angusto che ha decretato il decesso del piccolo esemplare.

Stando alle ricostruzioni apparse sulle testate a stelle e strisce, e riportate da La Stampa, i proprietari si sono presentati a bordo con il cane chiuso nell’apposito trasportino, così come prevedono le norme di sicurezza per i voli interni agli Stati Uniti. Un’assistente di volo della compagnia United Airlines, tuttavia, avrebbe insistito affinché il cane venisse adagiato all’interno della cappelliera per tutta la durata del viaggio, una scelta contraria alle normali regole di volo. Per alcuni viaggi, infatti, è possibile trasportare il proprio animale domestico direttamente in cabina, purché dotato di apposito guinzaglio e museruola o, in alternativa, proprio del trasportino.

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Giunti a destinazione, nel momento di recuperare l’animale dalla cappelliera, i proprietari si sono dovuti però confrontare con una dura realtà: il quadrupede era purtroppo deceduto. La compagnia aerea ha espresso rammarico per l’accaduto, assumendosene le responsabilità, così come confermato dal portavoce Charlie Hobart:

Questo è un tragico incidente che non avrebbe mai dovuto accadere, in quanto gli animali non dovrebbero mai essere collocati nella cappelliera – ha detto il portavoce di United Charlie Hobart. Ci assumiamo la piena responsabilità di questa tragedia ed esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e ci impegniamo a sostenerle. Stiamo indagando a fondo su ciò che è accaduto per evitare che accada di nuovo.

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La società ha anche aperto un’indagine interna, per comprendere le ragioni che possono aver spinto l’assistente di volo all’errata richiesta.

14 marzo 2018
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