È una vicenda atroce e incomprensibile quella che arriva dall’Arizona, negli Stati Uniti: un uomo avrebbe lasciato morire di fame un cane per vendetta nei confronti dell’ex fidanzata, così da produrre del materiale fotografico pur di convincerla a ritornare sui suoi passi. Scovato l’animale dalle autorità, non c’è stata altra soluzione che l’eutanasia, date le condizioni di salute ormai compromesse.

Il protagonista di questa storia di torture è un biondo esemplare di razza Pit Bull, adottato nel 2008 quando la coppia ancora si amava. Nel 2012 la decisione di intraprendere strade separate, con l’affido consensuale del cane all’uomo. Forse nel tentativo di vendicarsi della compagna o, in alternativa, nella disperata idea di riconquistarla facendo leva sul senso di pietà, il proprietario ha deciso di sospenderne l’alimentazione. Finché non sono intervenute le forze dell’ordine della contea di Maricopa, dove il trentottenne vive, allertate dalla stessa donna.

A quanto pare, l’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione con l’amata e avrebbe iniziato a subissarla di messaggi telefonici rancorosi. Fra questi molti inerenti al cane, tra cui anche un inscenato e falso decesso qualche tempo fa. Stando a quanto riportato dalle forze dell’ordine, si ipotizza che l’uomo avesse recluso il Pit Bull senza cibo né acqua pur di realizzare delle fotografie strappalacrime, da utilizzare come arma di ricatto nei confronti dell’ex fidanzata. I primi sospetti sarebbero sorti quando, in una recente comunicazione, il proprietario avrebbe annunciato gravi problemi di salute per il cane, avvisando la donna di essere senza denaro per poter provvedere alle adeguate cure mediche. Non è però tutto: quando il rapporto si è concluso ormai due anni fa, il giovane avrebbe tentato di consegnare il Pit Bull al canile della città, spacciandolo inutilmente per un randagio.

Accusato di maltrattamento di animali, a cui si aggiunge anche del possesso illegale di cannabis, l’uomo ora rischia di passare diversi anni in carcere. Per lui presto un processo, mentre per il Pit Bull non vi è stato purtroppo nulla da fare: le condizioni di salute sono apparse irrecuperabili, tanto che l’animale pare non fosse più in grado di reggersi sulle zampe né di compiere movimenti. Per non urtare la sensibilità dei lettori, non verranno pubblicate le immagini del cane, disponibili tuttavia nei link riportati fra le fonti.

16 maggio 2014
Fonte:
Via:
Lascia un commento