Treya ha vissuto cinque anni della sua esistenza da sola, sempre a catena, sul retro della propria abitazione. Il suo rifugio era inserito nello spazio del basamento dell’abitazione stessa, ma senza una reale protezione dal freddo e dal caldo. La povera quadrupede è rimasta bloccata in quello spazio a causa della morte improvvisa del suo proprietario, ucciso per le strade di St. Louis, in USA.

La piccola è stata costretta a vivere in quella condizione di disagio e reclusione, da cui non poteva scappare e fuggire. La catena ha così iniziato a stringersi intorno alla sua zampa e, per liberarsi, ha iniziato a masticarla. I vicini hanno cercato di donarle un po’ di conforto, consegnandole cibo, acqua e un po’ di paglia per creare un giaciglio durante l’inverno. Ma non è bastato a proteggere il cane dal gelo, dal caldo e dalla solitudine imposta.

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Non è chiaro perché abbia trascorso tutto quel tempo da reclusa, perché nessuno del vicinato non abbia voluto segnalarla prima, nonostante tutti fossero consapevoli della sua sofferenza e della condizione della sua zampa. Treya ha finito per strappare la prima parte della stessa, obbligando i presenti a un intervento rapido. Trarla in salvo si è rivelato un compito complicato, perché il cane era terrorizzato dal contatto umano e molto diffidente. Solo una donna, con molta pazienza, è riuscita a riportarla alla luce consegnandola al centro di soccorso Rescue Stray di St. Louis.

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Le prime visite hanno evidenziato lo stato di salute della zampa, ma anche la presenza di pulci e zecche e della filaria. Ci sono voluti tempo e pazienza perché le ferite del cuore e dell’animo trovassero libero sfogo, prima di guarire lentamente. In questo percorso la dolce Treya ha trovato il supporto e la vicinanza di un nuovo amico, un altro piccolo randagino di nome Pinky che, con la sua allegria e vivacità, la sostiene in questo cammino. La quadrupede è ora con lui in affidamento in una struttura medica che è anche una casa, sta seguendo una corretta terapia ed è stata aperta una raccolta fondi per offrirle la possibilità di una protesi per la zampa.

12 maggio 2017
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