Una vita di sofferenza, di maltrattamento e solitudine su strada non hanno scalfito l’animo gioviale di un tenero cane. Walrus, un quadrupede di razza mista Pit Bull, ha continuato a sorridere nonostante la reclusione in gabbia presso il Bridgeport Animal Control Shelter in Connecticut, negli Stati Uniti. L’animale, recuperato perché randagio, era ospite del rifugio da tre settimane prima del miracoloso incontro con Anya Kopchinsky. La donna è co-fondatrice dell’organizzazione Pit Stop e si occupa di trarre in salvo i cani di questa razza, spesso ultimi nella lista delle preferenze per le adozioni. Il quadrupede aveva colpito Anya per la sua indole festosa, nonostante l’evidente reclusione, ma anche per i suoi grandi occhi e un sorriso catalizzante.

Non è certo cosa abbia passato, quale tipo di vita abbia vissuto, ma il povero Walrus mostrava una serie di ferite sul suo corpo. Lo staff sospetta abbia subito abusi e maltrattamenti, abbia vissuto in gabbia e che i suoi denti siano rovinati per aver morsicato le sbarre in cerca di fuga.

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I segni delle cicatrici sul suo ventre sono una conferma di una vita trascorsa a diretto contatto con un pavimento duro, scomodo e quindi abrasivo. Inoltre, il cane mostra alcune problematiche fisiche congenite, come le zampe storte, inclinate verso l’esterno. Una posa che rende la camminata buffa ma anche molto scomoda. È come se non possedesse l’articolazione della caviglia e, a completare il quadro, Walrus è stato vittima anche della rogna.

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Dopo tre settimane di vita in canile, lo staff della struttura sperava potesse trovare un’adozione miracolosa, che si occupasse delle sue cure e del benessere emotivo. Per questo l’incontro con Anya si è rivelato provvidenziale, strappandolo a un futuro deprimente e doloroso. Il cane, piuttosto angosciato dalla vita in rifugio, ha ripreso animo e allegria presso l’organizzazione Pit Stop. È un quadrupede allegro che ama la compagnia degli altri cani, eppure un primo tentativo di affido è fallito perché aveva sbadatamente masticato qualche calzino. Ma la struttura confida in una seconda chance con una nuova famiglia più comprensiva.

12 giugno 2017
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