Una storia che dimostra, una volta di più, l’importanza terapeutica dei cani e il benefico effetto della loro presenza, in particolare al fianco di persone malate e sofferenti. È il caso di una bambina di soli 3 anni e mezzo costretta a un ricovero in ospedale per una malformazione cardiaca.

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La piccola ha sempre condotto una vita tranquilla senza l’ombra di una malattia, ma il destino ha voluto metterci lo zampino. E ora vive nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica al Regina Margherita di Torino da più di 400 giorni. Un’infinità per una bambina così piccola e nel momento migliore della sua infanzia. Privata del suo amato Black, la piccola ha risentito emotivamente della lontananza.

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Per questo motivo, dopo le insistenze dei familiari, il giovane Spinone di 24 chilogrammi ha fatto il suo ingresso in ospedale. Alla sola visione del peloso la piccola si è illuminata, riprendendo animo e colore. Una magia che solo gli animali riescono a compiere, come accade spesso nella Pet Therapy. Ai due è stato concesso il tempo del gioco e della compagnia, all’interno della camera di degenza.

E nonostante la bambina sia collegata a una particolare struttura chiamata Berlin Heart, che riproduce le caratteristiche di un cuore, ha potuto abbracciare il suo amato amico. Una riconferma dell’importanza della Pet Therapy e degli animali in corsia, strategia medica avviata da tempo in USA. E seguita con interesse, oltre che replicata, in alcuni stati dell’Unione Europea.

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In Italia sono ancora pochi gli ospedali favorevoli all’ingresso degli animali. Ma alcuni stanno modificando la loro politica in favore di una rinnovata accoglienza, che contempli la presenza anche dei cani e gatti. Un esempio è la sperimentazione positiva dell’ospedale di Prato, con ottimi esiti per la guarigione degli ammalati, e della Pet Therapy per i bambini nel reparto di Neuroriabilitazione della sede di Palidoro dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù.

5 marzo 2013
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