Il cane Iceberg potrà finalmente tornare in Italia. Si conclude positivamente la vicenda dell’esemplare di Dogo Argentino rimasto per diversi mesi bloccato in Danimarca e, in un primo momento, destinato alla soppressione poiché di razza vietata nella nazione. Dopo il rinvio di qualche settimane fa, il parlamento danese ha finalmente approvato la modifica alla legge che permetterà al quadrupede di riabbracciare il suo proprietario.

Il tutto si protrae da diversi mesi: Giuseppe Scarpa, un cuoco italiano, aveva deciso di trasferirsi in Danimarca con la cagnolina Iceberg, per raggiungere la compagna. All’ingresso nel Paese, nessun blocco per il quadrupede, tuttavia qualche tempo più tardi l’animale è stato sottratto al proprietario, poiché appartenente a una razza considerata pericolosa dalle normative locali e, pertanto, destinato alla soppressione. Un fatto che aveva determinato una grande mobilitazione sia a livello nazionale e internazionale, con anche la partecipazione di numerosi esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, sfociata in una prima promessa di liberazione per la docile cucciolona.

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Qualche settimana fa, il parlamento danese avrebbe dovuto votare una modifica alla legge sui cani pericolosi, introducendo una norma retroattiva per evitare la soppressione e consentire la restituzione ai proprietari in caso di introduzione nel Paese in buona fede. La prima tornata di voto è stata però rimandata, fino alla giornata di ieri, quando la modifica è stata finalmente approvata all’umanità. Iceberg potrà finalmente tornare in Italia dal suo proprietario, dopo diversi mesi d’assenza, a seguito del pagamento di alcune spese di mantenimento.

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Carla Rocchi, presidente Enpa, ha voluto esprime soddisfazione per il positivo epilogo della vicenda, così come riporta il quotidiano Repubblica:

La liberazione di Iceberg, ormai imminente, è un successo straordinario. Siamo fermamente contrari alle black list sulle razze canine, perché ciò che fa la differenza non è la razza, ma l’educazione e il rapporto uomo-animale. Continueremo a batterci in ogni sede, affinché questo concetto anacronistico venga superato una volta per tutte, soprattutto in Europa, dov’è inconcepibile che ci siano leggi discriminatorie tra un Paese e l’altro.

10 novembre 2017
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