Con l’arrivo della bella stagione, e del primo timido sole, per cani e proprietari le passeggiate si fanno sempre più lunghe e frequenti. In particolare in prossimità di zone verdi, parchi e grandi prati incolti. Molti di questi, lasciati crescere indisturbati, presentano una vegetazione folta e alta. L’erba non tagliata è un luogo di divertimento per Fido, che ama correre e rotolarsi, ma anche un posto ricco di insidie.

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Tra queste, le più pericolose sono i forasacchi, ovvero delle mini spighe di natura secca che si staccano dalle graminacee selvatiche. Lunghe massimo 3 cm, con all’interno un seme e rivestite da una superficie zigrinata, sono un vero problema per il cane. Penetrano indisturbate creando veri e propri canali infetti, perché il movimento del cane ne favorisce un avanzare lento e inesorabile. Infatti la superficie ruvida e zigrinata favorisce questo spostamento pericoloso e doloroso.

È quindi sconsigliato portare il proprio amico nei campi quando le erbacce seccano, favorendo la caduta massiccia dei forasacchi. Questi possono entrare facilmente nelle cavità del cane, come le orecchie o il condotto lacrimale, le narici, l’interno delle zampe, negli organi genitali e sottopelle tramite le zone inguinali e ascellari. I più esposti sono i cani a pelo lungo che, se non spazzolati e tosati regolarmente, potrebbero raccogliere un numero imprecisato di pericolosi forasacchi.

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La penetrazione dei forasacchi più infiammare anche le vie respiratorie, fino ai polmoni. La presenza all’interno di una narice è rappresentata da un violento e continuo starnutire, fino alla perdita ematica. Mentre l’ingresso in un occhio può gonfiarlo, infiammarlo, fino a perforare la cornea. Molto resistenti anche agli antibiotici i forasacchi, nei casi estremi, posso portare alla cecità. Per l’estrazione è importante consultare un veterinario, il quale agirà intervenendo con l’anestesia locale o totale.

29 maggio 2013
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