Mentre faceva un’escursione con il suo proprietario presso la famosa scultura naturale Spiral Jetty, nei pressi del Great Salt Lake nello Utah, il cane Shelby è accidentalmente scivolato in una fossa ricolma di catrame. Una condizione di pericolo e angoscia che ha coinvolto casualmente un gruppo di stranieri in visita, pronti ad aiutare il proprietario Tom George a salvare il cane da morte certa. La mancanza di ricezione telefonica e l’impossibilità di contattare i soccorsi avrebbe pregiudicato la vita dell’animale se, sul posto, non fosse stata presente una famiglia di turisti.

E mentre l’uomo guidava alla ricerca di un veterinario, il gruppo di stranieri si è prodigato con tutte le sue forze per impedire che Shelby scivolasse sempre più in fondo. Il pericolo del catrame, pari alle sabbie mobili, rende il salvataggio complicato e difficoltoso. La prigione nera che solidifica lentamente sulla figura della vittima ne immobilizza il corpo inghiottendolo, quindi bloccando la respirazione. Una sorta di asfissia lenta e costante. I soccorritori improvvisati hanno tenuto il corpo del cane sempre tra le mani, con il supporto di tutto ciò che la situazione offriva. Dai tappetini dell’auto ai sacchetti di plastica, passando per i cappelli ai teli, fino alle mani nude. Al primo gruppo composto da una sola famiglia si sono unite velocemente altre persone, per un massimo di 20 presenze in totale collaborazione e sintonia.

Il proprietario, dopo un’ora di guida forsennata, è riuscito a intercettare i soccorsi e condurli sul posto. Il cane è stato successivamente trattato per circa 8 ore, lavato e rasato più volte per liberare la cute da circa 18 chili di catrame. Tom George sarà per sempre riconoscete a questo gruppo di soccorritori stranieri del tutto improvvisati: nonostante non si conoscessero hanno saputo collaborare inserendo idee e proposte sempre nuove per impedire al cane di morire. Ora Shelby si è completamente ripresa dalla terribile avventura, che sicuramente non dimenticherà molto velocemente.

27 aprile 2015
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