Si muovono le acque in Canada, in particolare nel Quebec, dove l’associazione SPCA sezione di Montreal sta chiedendo al governo di bloccare la pratica dei cani a catena. Una necessità importante inserita all’interno della proposta di revisione della legislazione sulla tutela e difesa degli animali. Il gruppo, nato per difendere e proteggere i diritti degli animali, ha lanciato una campagna atta a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dell’uso indiscriminato della catena, non come guinzaglio o supporto momentaneo durante le passeggiate ma come oggetto di costrizione. Infatti la SPCA lotta contro la pratica fin troppo diffusa di questa abitudine malsana, che vedi i cani di proprietà fermi per ore e giorni.

Moltissimi sono gli esemplari costretti a vivere esposti alle intemperie senza l’agio di un vero riparo, oppure solo il supporto di una cuccia a cui sono vincolati da un legame di ferro. Il numero dei cani che non vengono slegati pare sia molto alto, in particolare in un territorio dove molti esemplari svolgono il compito di trainare le slitte. Per le attività locali è abitudine consueta quella di lasciare i quadrupedi all’esterno, legati a un palo ed esposti alle variabilità del tempo. Bernard Saucier, presidente di Sled Dog Club del Quebec, ovvero l’associazione dedicata ai cani da slitta, è invece contrario alla proposta della SPCA. Sostiene infatti che i cani sono più felici se vivono all’aria aperta, anche se legati e separati, ma possono godere di un territorio personale quindi riposare e urinare all’aperto. Al contrario la vita in casa non li renderebbe così sereni e gioiosi.

Sophie Gaillard, avvocato della SPCA e animal advocacy campaigns manager, combatte apertamente contro l’uso della catena. Secondo la donna i cani sono esseri sociali, hanno bisogno di interazione, di gioco, di comunicazione e principalmente di un contatto. Trattenerli in isolamento e impedendogli di muoversi favorisce una senso profondo di frustrazione, depressione, disagio psicologico e anche aggressività. I cani da slitta, come da lei sostenuto, interagiscono in modo limitato e sommario perché raramente possono annusarsi e sgambare. Il disegno di legge proposto all’inizio dell’anno, se approvato, potrebbe quindi cambiare lo stato sociale dei cani da beni mobili a esseri senzienti.

9 settembre 2015
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