I cani di Chernobyl sono stati salvati negli USA

A trent’anni dal drammatico disastro di Chernobyl, le zone circostanti al reattore rimangono completamente disabitate. Nonostante la centrale nucleare sia stata messa in sicurezza, le radiazioni nella cosiddetta “zona di alienazione” – un raggio di circa 30 chilometri dal reattore – rimangono abbastanza elevate. Ma mentre l’uomo ha abbandonato l’area, gli animali selvatici e randagi vi hanno fatto lentamente ritorno. Fra questi anche numerosi cani, nati da generazioni di quadrupedi abbandonati dopo l’incidente, pronti ora a trovare una nuova casa.

Così come confermato dalle autorità ucraine, 200 cani recuperato dalla zona di alienazione verranno trasferiti negli Stati Uniti, dove li aspettano altrettante famiglie pronti ad accoglierli. I primi dodici esemplari sbarcheranno sul territorio a stelle e strisce nel mese di giugno, mentre gli altri nei mesi a seguire. Gli animali, molti dei quali cuccioli, sono stati recuperati nelle aree ancora contaminate, quindi oggi custoditi presso la città di Slavutych: ogni esemplare dovrà essere monitorato per 45 giorni, per misurarne i livelli di contaminazione radioattiva, prima di poter essere accolti Oltreoceno.

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Il progetto, oltre a trovare il supporto delle autorità locali, è stato portato a termine grazie anche a numerose associazioni attive sul territorio, come il Clean Futures Fund. Così come spiegato da Gizmodo, nei primi anni dopo l’incidente le realtà locali si sono viste costrette a sopprimere i tanti cani randagi che circondavano i reattori, poiché il rischio di contaminazione risultava estremamente elevato. Oggi, tuttavia, con la progressiva riduzione delle radiazioni è possibile garantire un nuovo futuro a questi quadrupedi. L’obiettivo è di 200 animali nei primi 18 mesi, per poi crescere a ritmi regolari nei prossimi anni.

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Per proteggere gli animali e le loro famiglie, il nome degli adottanti non verrà rivelato al pubblico. Questo perché, sebbene questi cani non rappresentino un rischio poiché attentamente monitorati e certificati prima della partenza, si temono reazioni scomposte da parte dell’opinione pubblica per timore e disinformazione.

30 maggio 2018
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