Questo è il periodo delle scampagnate in montagna e in campagna, magari alla ricerca di funghi e castagne. Ma può capitare di imbattersi in qualche animale selvatico, probabilmente con piccoli al seguito, per questo è importante comportarsi in modo corretto e rispettoso, mettendo in pratica atteggiamenti e movimenti consoni all’ambiente e agli esemplari presenti sul territorio. La realtà di un ambiente naturale come quello boschivo non è quotidiana, specialmente per chi vive in zone urbane e città. Inoltre luoghi comuni, dicerie, cronaca locale e anche leggende potrebbero influenzare il comportamento dell’uomo nei confronti di questi animali soliti vivere nella vegetazione fitta.

Invece è indispensabile comprendere l’impatto della presenza dell’uomo all’interno dell’habitat di questi esemplari, quanto l’ingerenza umana possa stravolgere e spaventare esemplari autoctoni. Creando al contempo paure irrazionali nei loro confronti che, con maggiore consapevolezza dei rispettivi ruolo, verrebbero gestite in modo positivo e senza pericoli. Il Corpo Forestale dello Stato, attivo da quasi 200 anni, cerca di educare e istruire la popolazione al rispetto, ma anche alla conoscenza delle dinamiche della natura. Per questo motivo ha stilato e distribuito un vademecum da leggere e comprendere prima di muoversi, dal titolo di “A spasso nel bosco con la Forestale”.

Può capitare che alcune specie si avventurino nella zona urbana, forse alla ricerca di cibo o riparo. Perciò è indispensabile conoscere il dialogo da instaurare e le movenze da mettere in pratica. Ad esempio, durante un incontro con un cinghiale, è importante non mostrarsi ostili e lasciargli spazio per la fuga, l’animale non è solito caricare o trasformarsi in aggressivo. Ma nell’ipotesi remota dovesse cercare di gettarsi contro l’uomo è bene scansarsi solo all’ultimo, simulando una movenza da torero e senza mostrare le spalle. Spesso la Forestale organizza percorsi guidati dove illustra le specie tipiche di ogni luogo, ma anche le dicerie legate alla loro immagine. Le regole da mettere in pratica durante un incontro con la fauna selvatica sono poche ma utili da seguire: la prima ovviamente è quella di mantenere la massima distanza di sicurezza, senza avvicinarsi all’animale e in particolare in presenza di gruppi con piccoli. Ogni madre può risultare protettiva e quindi risultare aggressiva per proteggere i piccoli.

Nel caso di cuccioli rimasti soli, è indispensabile non disturbarli né avvicinarsi, la madre potrebbe essere nei paraggi. Inoltre toccare un piccolo garantirebbe l’abbandono da parte del gruppo famiglia, che non riconoscerebbe più il suo odore. Infine, nonostante la compassione, è fondamentale non lasciare cibo o nutrire gli animali. Questo li renderebbe più pigri e incapaci di procacciarsi il cibo e perciò facili prede.

5 ottobre 2015
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