Il camoscio appenninico è stato proclamato Ambientalista dell’anno 2014. Il premio, indetto da Legambiente e dal mensile La Nuova Ecologia è intitolato a Luisa Minazzi, attivista che si è battuta per le vittime dell’amianto e scomparsa nel 2010. La giuria quest’anno ha voluto offrire un riconoscimento concreto ai biologi del team di Life Coornata che hanno salvato il camoscio appenninico dall’estinzione.

Il progetto, finanziato dal programma Life+ dell’Unione Europea, è nato con l’intento di tutelare il patrimonio di biodiversità dei parchi naturali dell’Appennino coinvolgendo tutte le realtà del territorio: enti parco, ricercatori e associazioni ambientaliste. Gli interventi si sono conclusi a settembre e sono stato coordinati dall’Ente Parco Nazionale della Majella, in collaborazione con Legambiente; l’Ente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; l’Ente parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; l’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco regionale Sirente Velino.

Se all’inizio del Novecento questo stupendo mammifero rischiava di sparire per sempre dalle nostre montagne, oggi il rischio di estinzione è stato scongiurato. La popolazione di camosci negli Appennini ha raggiunto i 2 mila esemplari grazie a interventi mirati per la tutela dell’habitat che ne hanno favorito il ripopolamento.

I ricercatori hanno utilizzato teniche innovative, come le “box trap” e le “up-net”, per catturare e rilasciare più esemplari simultaneamente nella stessa area. Una strategia che si è rivelata vincente dal momento che questi animali hanno bisogno di vivere in gruppo per vedere aumentare le loro possibilità di sopravvivenza.

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente, nel corso del suo intervento alla cerimonia di premiazione, svoltasi a Casale Monferrato il 18 dicembre scorso, ha spiegato che il progetto di cooperazione tra i parchi dell’Appennino per tutelare il camoscio proseguirà. Lo scambio di conoscenze e competetenze è infatti di vitale importanza per garantire la sopravvivenza della specie.

Premiato con il secondo posto e la menzione di speciale di Weleda anche il Condominio Green di via San Gregorio 49 a Milano. Il premio speciale è invece andato a David Grassi, marinaio coraggioso che si rifiutò di eseguire l’ordine di gettare rifiuti oleosi in mare.

Nelle prime 8 posizioni incontriamo la microbiologa green Annalisa Balloi; il fisico Angelo Tartaglia, sostenitore delle comunità energetiche; Bengasi Battisti, il sindaco di Corchiano, comune del viterbese che ha raggiunto l’85% di raccolta differenziata; Patrizia Rossi, direttrice del Parco delle Alpi Marittime e Franco Pedrini, agricoltore biodinamico che ha recuperato antiche varietà di cereali.

22 dicembre 2014
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