Bere camomilla può aiutare a vivere più a lungo. Da questo infuso arriverebbe un effetto benefico in grado di ridurre di quasi un terzo il rischio di mortalità prematura, un supporto però riservato, come spiegano i ricercatori della University of Texas Medical Branch, soltanto alle donne.

Durante lo studio è stato analizzato il consumo di camomilla e altri infusi, in relazione al rischio di mortalità prematura, da parte di 1.677 messicano-statunitensi in un periodo di tempo di 7 anni. I dati provenivano dall’Hispanic Established Populations for Epidemiologic Study for the Elderly, rivolto a soggetti di età minima pari a 65 anni.

Dai risultati ottenuti i ricercatori hanno evidenziato come il consumo di camomilla fosse riservato a circa il 14% degli uomini e donne coinvolti. L’assunzione di tale specifico infuso offriva una riduzione del 29% del rischio di mortalità nelle donne, mentre resterebbero esclusi da questo beneficio gli uomini. Tale esito verrebbe rispettato anche in seguito ad aggiustamenti dovuti a condizioni di salute, comportamenti sanitari e variabili demografiche.

Un esito al momento ancora inspiegabile per i ricercatori, non in grado di affermare con certezza quali fossero le ragioni di tale disparità di genere. Secondo quanto ha affermato il Dr. Bret Howrey, assistente professore presso la University of Texas Medical Branch:

La ragione per una differenza nei risultati riportati tra donne e uomini ispanici non è chiara, malgrado sia stato mostrato come le donne siano più frequenti utilizzatrici di camomilla rispetto agli uomini.

Si tratta di una differenza che potrebbe riflettere i tradizionali ruoli famigliari di genere, dove le donne si occupano delle attività quotidiane della casa, inclusa la salute della famiglia, e potrebbe riflettere inoltre una maggiore fiducia nell’affidarsi a rimedi naturali popolari come le erbe.

25 maggio 2015
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