Il cammino è una lente d’ingrandimento sui territori e sulle persone. Un modo di viaggiare sostenibile, l’opportunità di osservare il mondo che ci circonda da una prospettiva differente rispetto a quella che ritmi e impegni quotidiani solitamente ci impongono.

In cammino il concetto stesso di viaggio viene capovolto, ribaltato: la meta diventa punto d’appoggio, obiettivo giornaliero da raggiungere per ristorarsi e ricaricare le batterie, mentre è nello spostamento, nel tragitto che unisce un punto tappa all’altro, che prende forma l’esperienza.

L’esperienza del cammino

Due doverose premesse e precisazioni. La prima è che il termine “esperienza” qui ricorre in modo volutamente ripetitivo. La seconda è che quanto riportato in questo articolo è frutto del vissuto di chi scrive. Perché il cammino stesso si presta ad essere affrontato in modo assolutamente personale: in solitaria oppure condividendolo in gruppo.

In ogni caso, si sceglie di parlare di cammino e non di trekking poiché si fa riferimento a un’esperienza che va oltre l’atto fisico dello spostarsi dal punto A al punto B e non ha a che fare con il chilometraggio delle singole tappe, con le pendenze da affrontare o con l’estensione temporale dell’intero percorso. Il cammino è l’opportunità di immergersi in un territorio per osservarlo attraversandolo, in modo silente e rispettoso, senza alcuna fretta né pretesa di tipo prestazionale. È l’occasione per incontrare chi lo vive, assorbendone la storia e la cultura.

Coast to Coast, 410 Km in cammino attraverso l'Italia, da Mar Adriatico al Mar Tirreno

Coast to Coast, 410 Km in cammino, dal Mar Adriatico al Mar Tirreno (Cristiano Ghidotti)

I cammini in Italia

Il nostro paese, grazie alle sue caratteristiche morfologiche, alla ricchezza culturale, alla varietà dei paesaggi e all’impegno di chi con dedizione se ne prende cura, offre sentieri e vie di ogni tipo. Alcuni sono percorribili in giornata, altri richiedono un lasso di tempo maggiore.

Tra questi, chi scrive ha percorso il Coast to Coast (circa 420 Km dal Mar Adriatico al Mar Tirreno attraversando Marche, Umbria, Lazio e Toscana), il Cammino dei Briganti (110 Km in Abruzzo) e la Via degli Dei (125 Km da Bologna a Firenze, passando dall’Appennino Tosco-Emiliano). Tre percorsi diversi per tipologia di luoghi incontrati e per impegno richiesto. Decretare quale sia migliore non avrebbe alcun senso, poiché come già detto l’esperienza del cammino è personale e non valutabile con un criterio di giudizio universale.

Ci sono poi la Via Francigena che dal confine nord del paese scende verso la capitale, la Via della Transumanza (o Tratturo Magno, 244 Km da L’Aquila a Foggia), il Cammino di Assisi (circa 300 Km da Dovadola alla città di San Francesco), le Ciclovie del Po (240 Km seguendo il letto del fiume) e il Cammino di San Benedetto (310 Km tra Umbria e Lazio), solo per fare qualche altro esempio.

Cammino dei Briganti, 100 Km tra Abruzzo e Lazio

Cammino dei Briganti, 100 Km tra Abruzzo e Lazio (Cristiano Ghidotti)

Dieci regole d’oro

Ci sono regole, o per meglio dire consigli e suggerimenti, dai quali non si può prescindere se si ha intenzione di mettersi in cammino. Proveremo qui a elencarli nel modo più chiaro e sintetico possibile.

  1. Rispetto: approcciate la strada che state percorrendo con rispetto, poiché per alcuni giorni diverrà la vostra casa. Basta un pizzico di buon senso per capire che gettare un qualsiasi rifiuto lungo un sentiero di montagna è sintomo di inciviltà e maleducazione.
  2. Niente fretta: partite al mattino presto, se possibile al sorgere delle prime luci, per giungere a destinazione con calma prima che sopraggiunga il buio. Questo vi permetterà anche di concedervi il tempo necessario per godere dei panorami che incontrerete e una pausa ogniqualvolta la stanchezza inizierà a farsi sentire.
  3. Non sottovalutate la montagna: quando si ha a che fare con strade o sentieri in pendenza, la difficoltà di una tappa è da valutare tenendo in considerazione i dislivelli da superare ancor più che la distanza complessiva da percorrere. Si valuti dunque questo aspetto preparandosi al cammino.
  4. Attenzione alle discese: si potrebbe pensare che i tratti in discesa siano meno impegnativi rispetto a quelli in salita, ma non è affatto così. In entrambi i casi si sfida la forza di gravità, sottoponendo il proprio corpo a significative sollecitazioni, diverse ma egualmente impegnative.
  5. Lo zaino: portate con voi solo ed esclusivamente l’essenziale. Preparatelo, poi osservatelo con attenzione e togliete il superfluo. Più oggetti che ci sembrano leggeri finiscono con il costituire complessivamente un peso extra da trasportare sulle proprie spalle per chilometri e chilometri. In linea di massima, se possibile non superare i 7-8 Kg, ai quali andrà comunque aggiunta dell’acqua.
  6. Acqua: non partite senza. Portatene con voi a sufficienza per giungere a fine tappa, poiché spesso non si trovano sorgenti o fontanelle dove far rifornimento. Se ci si mette in viaggio in una stagione calda, meglio abbondare. Chi affronta tratti impegnativi può considerare l’acquisto di una borraccia di tipo camel bag, da lasciare sempre all’interno dello zaino (l’acqua rimarrà così fresca anche con temperature esterne elevate) e con un tubo da cui bere senza interrompere il cammino.
  7. Cibo: una colazione sostanziosa prima di partire al mattino fornirà le energie necessarie per giungere all’ora di pranzo. Non abbuffatevi, una digestione pesante non è una buona compagna di viaggio. Portate con voi cibo a sufficienza: lungo alcune tappe non si incontreranno negozi di alimentari né bar e lo stesso può valere per gli alloggi dove ci si ferma a dormire. Chiedere informazioni a chi conosce bene la zona prima di partire può evitare sorprese poco piacevoli.
  8. Alloggi: una volta deciso fin dove giungere, meglio assicurarsi un riparo. Informarsi dunque se nel punto di arrivo o negli immediati dintorni sono presenti strutture ricettive, chiamarle e accordarsi. Muovendosi a piedi, anche pochi chilometri aggiuntivi a fine tappa possono costituire un ostacolo non da poco. Oggi la grande Rete offre molte possibilità: da piattaforme come Airbnb al couch surfing, fino ai più tradizionali affittacamere, alberghi o B&B. Portare con sé una tenda è una buona alternativa e assicura un riparo per la notte anche nel caso in cui non si riesca a trovare una stanza.
  9. Orientamento: scaricate sul vostro smartphone applicazioni e mappe in grado di aiutarvi, tenendo conto che in alcune zone la copertura dei network mobile non è garantita. Meglio dunque salvare i dati nella memoria interna prima di partire, così da potervi accedere anche in modalità offline. Detto questo, le batterie si scaricano e i GPS non ovunque agganciano i satelliti (ad esempio nella gola di una montagna), quindi portare con sé una bussola e una cartina è sempre consigliabile.
  10. Abbigliamento: lasciate a casa il superfluo e portate con voi i capi necessari al cammino, da vestire nell’eventualità di temperature rigide (in montagna possono cogliere all’improvviso) e da riporre nello zaino quando non servono. Non fatevi trovare impreparati dalla pioggia. Ancora più importante, indossate calzature adatte a percorrere decine di chilometri ogni giorno: non cedete alla tentazione di risparmiare pochi euro per poi ritrovarvi con i piedi malconci o doloranti. Assolutamente consigliato anche non partire con scarpe o scarponcini nuovi: indossateli e collaudateli a lungo prima di iniziare il cammino, sarà così più facile scongiurare il rischio di vesciche o infiammazioni. Chi lo desidera può portare con sé anche delle bacchette telescopiche da trekking, utili per aiutarsi nei tratti di pendenza, mantenendo l’equilibrio e scaricando parte dello sforzo sulle braccia, ma anche quando ci si trova a percorrere lunghe sezioni pianeggianti.
Via degli Dei, un cammino di 125 Km tra Bologna e Firenze

Via degli Dei, un cammino di 125 Km tra Bologna e Firenze (Cristiano Ghidotti)

Buon viaggio

In cammino accade spesso di rimanere affascinati dalla bellezza e dall’imponenza di quanto ci attornia. Concedetevi il tempo per goderne. Camminare da soli è un’ottima occasione per riflettere e riordinare i pensieri, condividere l’esperienza con qualcuno può fornire stimoli di discussione e confronto. In ogni caso, sarà un’esperienza che difficilmente dimenticherete.

Porterete per sempre con voi i paesaggi che vi troverete ad attraversare, ma nulla vieta di immortalarli. Lo potete fare con lo smartphone o con una fotocamera, a vostra discrezione. Per chi non vuol scendere a compromessi o rinunciare alla propria mirrorless o reflex, una custodia a tracolla è la scelta consigliata, poiché permette di avere il dispositivo sempre a portata di mano senza dover aprire lo zaino e senza intralciare il cammino.

Buon viaggio.

2 ottobre 2017
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