Camminare riduce del 25% rischio di insufficienza cardiaca nelle donne

Sempre più numerose sono le evidenze scientifiche che mettono in risalto il legame fra attività fisica e benessere dell’individuo. L’ultima novità viene da uno studio dei cardiologi della Brown University. Gli esperti hanno monitorato delle donne di età superiore ai 50 anni nel corso di un decennio. Hanno scoperto così che le donne che passeggiano almeno due volte alla settimana riducono di un quinto il rischio di insufficienza cardiaca.

La ricerca ha coinvolto più di 80 mila partecipanti in post menopausa e ha permesso di scoprire che l’attività fisica svolta regolarmente è davvero benefica per il cuore. Garantirebbe una forma di protezione cardiaca, indipendentemente dalle altre forme di esercizio fisico.

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Le donne che camminavano una volta alla settimana, dopo un certo periodo di tempo, hanno visto il loro rischio di insufficienza cardiaca scendere del 5%. Più si andava avanti nel tempo più la percentuale saliva al 20% (con due passeggiate alla settimana), fino ad arrivare al 35% facendo attività fisica ogni giorno.

Inoltre gli studiosi hanno visto che se le passeggiate erano più lunghe di 40 minuti i benefici aumentavano di un altro 25%. Gli esperti hanno rivelato che un terzo dei pazienti affetti da insufficienza cardiaca muore entro un anno dallo sviluppo di questa condizione.

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Ecco perché sarebbe importante potenziare i benefici dettati dall’attività fisica. Tuttavia fanno presente che potrebbe essere importante non soltanto camminare, ma anche altri tipi di esercizio fisico sono rilevanti per quanto riguarda la riduzione del rischio di scompenso cardiaco.

Hanno semplicemente concentrato la loro attenzione sul camminare, perché è un’attività che può essere svolta in qualsiasi momento, perfettamente accessibile a tutti e che non richiede il munirsi di attrezzature speciali.

5 marzo 2018
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