Camminare almeno 20 minuti al giorno mantiene attivi e scongiura l’insorgere di disabilità: a dimostrarlo è una ricerca, condotta da ricercatori della Yale School of Medicine su 1.635 soggetti fra i 70 e gli 89 anni.

La ricerca LIFE, pubblicata sul Journal of American Medical Association, ha individuato e seguito, per più di due anni, soggetti ancora capaci di fare un quarto di miglio (circa 400 metri) in quindici minuti, ma suscettibili di perdere le proprie capacità motorie.

Il campione di studio è stato diviso in due gruppi: al primo è stato chiesto di camminare 150 minuti a settimana e di fare esercizi che migliorassero forza e flessibilità, mentre al secondo di seguire corsi di educazione sanitaria e fare stretching.

Jack Guralnik, professore di epidemiologia e sanità pubblica presso University of Maryland School of Medicine e coordinatore dello studio, ha spiegato:

Il percorso preso in considerazione è importante per gli anziani: quattrocento metri è la distanza che serve loro per andare dal parcheggio al negozio o per fare un giro nel quartiere: una distanza importante per continuare ad avere una vita indipendente.

Ogni sei mesi i ricercatori hanno controllato la capacità di camminare di entrambi i gruppi, la pressione arteriosa, il peso, la frequenza cardiaca.

Secondo i risultati, l’attività sportiva moderata ha aiutato i volontari a mantenere la capacità di camminare a un ritmo del 18% superiore rispetto agli soggetti: inoltre, il numero di soggetti a rischio di riduzione delle capacità motorie, come coloro che avevano subito un intervento, si è ridotto del 28%.

Il risultato più importante, secondo il team, è il recupero delle capacità fisiche dimostrate da quei soggetti che avevano subito un intervento e che presentavano un alto rischio di disabilità.

Wendy Kohrt, professore di medicina nella divisione di medicina geriatrica presso l’Università del Colorado, ha spiegato:

Lo studio dimostra che una moderata attività fisica può migliorare di molto la mobilità degli anziani. E’ importante continuare a fare ricerche sempre più approfondite sull’influenza dell’attività fisica, in particolare per capire quali tipi di esercizi siano più efficaci nel recupero di uno stato specifico o di determinate disabilità.

29 maggio 2014
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I vostri commenti
Roberta, giovedì 29 maggio 2014 alle17:36 ha scritto: rispondi »

Buongiorno, avete sempre degli argomenti interessanti. grazie

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