La Camera dei Deputati ha approvato in tempi rapidi il ddl con il quale l’Italia ratificherà l’Accordo di Parigi. Rapidità apprezzata dal WWF, che si congratula per questo con i deputati presenti. L’approvazione è arrivata all’unanimità, per quanto riguarda i votanti, con i soli parlamentari leghisti astenutisi dal voto.

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Il via libera della Camera alla ratifica dell’Accordo di Parigi rimanda ora la decisione finale al Senato. Il WWF si augura che anche i senatori licenzino quanto prima il provvedimento. Come ha dichiarato Maria Grazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia:

Anche a livello simbolico, è importante che l’Italia arrivi alla Conferenza sul Clima di Marrakech, che inizierà il 7 novembre, con le carte in regola. Ci auguriamo poi che, se il Senato ratificherà in fretta, si possa ottenere anche la presenza come Stato membro effettivo sin dal primo meeting dell’Accordo.

Benché dal punto di vista formale tutta la procedura andasse completata entro oggi, riteniamo che il Segretariato potrà valutare il rilievo della pronuncia senza nessun voto contrario di uno dei due rami del Parlamento. In ogni caso, ci auguriamo che il Senato agisca davvero a tempo di record.

Un secondo augurio il WWF lo dedica a un cambio di rotta per l’Italia, che si avvii quanto prima verso la definizione di una vera strategia di decarbonizzazione. Come ha concluso Midulla:

Il mondo sta cambiando rapidamente, i fattori di crisi sono molti e tra questi il caos climatico rischia di essere il più devastante: ma agire subito permetterebbe non solo di limitare i danni del cambiamento climatico, ma anche di aumentare i benefici in termini economici e di benessere.

20 ottobre 2016
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I vostri commenti
pescespada trafitto, giovedì 20 ottobre 2016 alle15:42 ha scritto: rispondi »

Tranquilla Maria Grazia Ci pensa l'Eni ("eni" secondo Scaroni), ora abbiamo l'Egitto e ....sorpresa: Kashagan: -dice Descalzi"gli investitori che "non credono il Paese possa crescere, se non riusciamo a riformare il sistema italiano".: che vuol dire votate sì al referendum. - e dice Igor Sechin,(presidente e ceo di Rosneft), che "nei prossimi anni la Russia potrà aumentare la produzione di petrolio fino a 200 milioni di tonnellate annue, anche se "il livello di estrazione" per quest'anno "rimarrà sotto i livelli del 2015". "Nei prossimi 18 mesi", inoltre, "ci sarà la fine del surplus petroliero sui mercati globali e l'inizio di un processo di normalizzazione". Il prezzo del petrolio potrà essere "sopra i 55 dollari al barile", ha concluso Sechin, prevedendo nei prossimi 15 anni una riduzione dei consumi del 5% in Europa e una crescita del 40% di quelli in Asia". Che vuoi dalla vita, il petrolio va sempre a gonfie vele. speriamo che i fatti siano diversi e che falliscano tutti!

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