È una delle piante più amate e diffuse, sia per la grande varietà dei suoi fiori, che per le tinte intense e il profumo inconfondibile. La camelia è una scelta perfetta sia in vaso che in giardino, pronta ad abbellire la casa, a rendere più colorato un balcone oppure un’irresistibile aiuola. Ma come coltivarla in casa e quali sono le necessità di coltivazione?

Prima di continuare, vale la pena sottolineare come della camelia esistano moltissime varietà, che si differenziano non solo per il colore e le splendide forme geometriche che possono assumere i petali, ma anche per le caratteristiche climatiche e di coltivazione. Per questo motivo, utile sarà chiedere consiglio al proprio fornitore di botanica di fiducia, anche in relazione alla propria zona di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare le camelie

La Camellia, comunemente nota come camelia, è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Theaceae. Originaria dell’Asia, la sua coltivazione a scopo ornamentale è avvenuta inizialmente in Giappone, dove il fiore è stato più volte ibridato per ottenerne delle splendide varianti. Oggi la pianta è diffusa in tutto il mondo, in particolare nelle zone a clima temperato. Così come già accennato, della camelia esistono migliaia di varietà, anche se quella maggiormente scelta a scopo ornamentale è la Camelia japonica, tipica dei giardini fioriti nipponici e della Corea. Questi esemplari hanno un portamento solitamente arbustivo non eccessivamente alto, sebbene in natura possano crescere spontaneamente fino a 15 metri, e si caratterizzano per foglie alterne e verdi lucido, carnose e molto resistenti. I fiori possono essere semplici oppure doppi, anche a più file fino a formare singolari configurazioni geometriche. I petali, molto morbidi e quasi vellutati, assumono delle colorazioni intense, dal rosa tenue al rosso intenso e, a seconda della tipologia, potranno rilasciare anche un intenso profumo.

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Il clima ideale per la coltivazione della camelia è quello temperato, moderatamente umido, senza eccessi sia in termini di gelo che di arsura estiva. In Italia il fiore può crescere in modo eccellente su quasi tutta la Penisola, tanto che sono famosi i giardini prealpini e attorno ai corsi d’acqua principali, quali il Lago Maggiore, ma anche le ampie distese toscane.

Il terreno preferito è quello morbido e sciolto, abbastanza drenante ma capace di garantire sempre una buona umidità, nonché ricco di sostanza organica. A questo scopo, utile sarà una fertilizzazione preventiva con del compost.

Le necessità d’acqua variano a seconda del periodo di coltivazione: in primavera e in estate sarà necessario provvedere abbastanza frequentemente con l’irrigazione, per mantenere un terriccio sempre umido, mentre nei periodi di inattività – quale l’inverno – potrebbe essere utile lasciare asciugare completamente il terreno.

Coltivazione in vaso oppure in giardino

Le camelie sono piante che facilmente si adattano alla coltivazione sia in vaso che in giardino, sempre a scopo ornamentale. È necessario, tuttavia, che vengano spesso esposte all’azione del sole e dell’aria, poiché potrebbero soffrire in ambienti chiusi: in caso si scegliessero questi fiori per la decorazione dell’ambiente domestico, utile sarà posizionarli nelle vicinanze di finestre e in luoghi ben areati.

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La predisposizione del contenitore rimane fondamentale: sul fondo del vaso andrà adagiato un letto di ghiaia o cocci, per garantire sia il deflusso dell’acqua che un’umidità costante. Dopodiché, si riempie il tutto con del terriccio morbido, tendenzialmente acido, capace di trattenere i liquidi e ricco di sostanza organica, anche con una fertilizzazione con compost.

La coltivazione avviene per seme, solitamente nel periodo primaverile, per una fioritura completa qualche anno più tardi, a seconda della varietà di camelia scelta. Alcune varietà, infatti, possono richiedere diverso tempo prima di arrivare alla maturità e, proprio per questo, molti optano per piantine da rinvasare o trapiantare, anziché per i semi. Questi ultimi, inoltre, possono essere direttamente colti dai piccoli frutti della pianta durante il periodo estivo. Il seme andrà adeguatamente inumidito, e ripulito di eventuali residui, dopodiché andrà inserito in un piccolo semenzaio di sabbia e torba, a una profondità non superiore ai 5 centimetri. All’apparizione dei primi germogli, e con un apparato radicale sufficientemente sviluppato, si potrà effettuare il trasferimento in dimora definitiva: un’operazione, quest’ultima, che non dovrà essere effettuata prima della primavera.

Tra le necessità di manutenzione più frequenti, l’eliminazione di eventuali erbacce, il controllo dei parassiti, la verifica dell’umidità del terreno nonché una nuova opera di fertilizzazione, qualora fosse necessario.

14 gennaio 2017
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I vostri commenti
Gavino uleri, martedì 18 aprile 2017 alle19:08 ha scritto: rispondi »

ho letto quanto riportato sulla provenienza e la coltivazione della gardenia ma mi interessa sapere delle malattie che colpiscono la pianta, per esempio :quando le foglie ingialliscono e si scuriscono a metà poi cadono e così fino alla completa defoliazione e non so quale trattamento adottare nel caso ce ne sia uno: si tratta forse di ruggine? Posso dare la poltiglia bordolese? Grazie infinite distinti saluti gavino

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