La pratica della conservazione degli animali sotto spirito purtroppo è molto diffusa nei paesi orientali, ma questo non ha impedito all’opinione pubblica di provare sdegno e ribrezzo. Il ritrovamento di alcuni esemplari conservati all’interno di un liquore di riso ha provocato sgomento, anche perché le vittime sarebbero state inserite nel liquido ancora vive e vegete. Un abuso e una violenza crudele, che ha inciso sull’esistenza di molti esemplari dal formato ridotto. Non a caso in Cambogia è piuttosto normale imbattersi in bottiglie trasparenti, ricolme di liquore ad alta gradazione.

Nulla di strano per questo prodotto locale, se al suo interno non conservasse il corpo morto di un animale, oppure di un rettile o di un insetto. Ma una recente irruzione a sorpresa della ONG Wildlife Alliance nel quartiere Prampi Makara di Phnom Penh, in Cambogia, ha scoperchiato una pratica terribile e crudele. La presenza dei resti di quattordici animali appartenenti a specie rare e in via di estinzione, tutti conservati all’interno di un liquore di riso. Una scelta discutibile ma segno di una violenza profonda: gli esemplari sono stati inseriti nel liquido ancora in vita. Per poi perdere il respiro in modo lento e angosciante per annegamento.

Tra le vittime molti esemplari in via di estinzione, come i lori lenti e i cobra. Immancabili le parti sezionate, come quelle di cervo e di orso. Le bottiglie venivano vendute per la cifra ragguardevole di 80 dollari l’una e, come da tradizione asiatica, in quanto elisir e rimedio medicinale. Una scelta discutibile ma molto diffusa in alcune zone del mondo, dove questi prodotti sono ancora estremamente diffusi. Il ritrovamento di un cobra con il muso cucito rafforzerebbe la teoria dell’annegamento forzato, ovvero il blocco delle fauci per impedire morsi durante l’introduzione nelle bottiglie. Per il proprietario dell’esercizio una multa salata di 2.500 dollari, anche se l’uomo si dichiara estraneo alla pratica.

14 novembre 2014
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