La colpa principale del riscaldamento globale non sarebbe della CO2, ma dei CFC, già noti per gli effetti dannosi sullo strato di ozono stratosferico. A sostenerlo è Qing- Bin Lu, professore di Fisica e Astronomia, Biologia e Chimica della facoltà di Scienze dell’Università di Waterloo, secondo il quale sarebbero soprattutto le emissioni di Clorofluorocarburi a determinare il surriscaldamento del pianeta.

La prova starebbe nel fatto che, a partire dal 2002, si è registrato un calo della temperatura globale, in corrispondenza di una diminuzione dei CFC in atmosfera. Secondo il professor Lu, questa tendenza al raffreddamento è destinata a continuare per i prossimi 50-70 anni, via via che la quantità di CFC in atmosfera continuerà a diminuire per effetto del divieto salva ozono.

Spiega il ricercatore:

Il pensiero convenzionale dice che l’emissione di gas come l’anidride carbonica ha contribuito maggiormente al riscaldamento globale, ma i dati raccolti dopo la rivoluzione industriale mostrano che i CFC, in associazione con i raggi cosmici, causano sia il buco dell’ozono che il global warming.

I risultati si basano su analisi statistiche dei dati raccolti dal 1850 a oggi e dimostrerebbero il legame tra i CFC, il buco dell’ozono e le variazioni di temperatura in Antartide. Il clima nella stratosfera antartica, secondo lo scienziato, sarebbe stato completamente controllato da CFC e raggi cosmici, senza l’influenza della CO2.

I dati registrati tra il 1850 e il 1970, prima di significative emissioni di CFC, mostrano un aumento importante dell’anidride carbonica, senza però alcun deciso aumento della temperatura globale. Il modello di riscaldamento convenzionale basato sugli effetti della CO2, invece, suggerirebbe un incremento della temperatura di 0,6 gradi nello stesso periodo.

Aggiunge il ricercatore:

Sappiamo da tempo che i CFC hanno un effetto molto dannoso sulla nostra atmosfera e abbiamo preso misure per ridurre le loro emissioni. Ora sappiamo che gli sforzi internazionali come quello che ha portato al Protocollo di Montreal (per l’abolizione dei Clorofluorocarburi, ndr) hanno avuto anche un profondo effetto sul riscaldamento globale.

31 maggio 2013
I vostri commenti
Rinaldo Sorgenti, giovedì 19 dicembre 2013 alle10:43 ha scritto: rispondi »

... desertificazione in Italia ??? Ma di cosa sta parlando? Dati facilmente riscontrabili dimostrano che la forestazione è notevolmente aumentata in Italia negli ultimi 50 anni. Forse è arrivata l'ora di smetterla con le fantasie catastrofiste ed il tempo di rimboccarsi le maniche e tornare davvero a ... lavorare.

marcello ortenzi, domenica 2 giugno 2013 alle19:19 ha scritto: rispondi »

Sta diminuendo l'effetto negativo dei CFC sul clima secondo il ricercatore ma gli effetti estremi sui territori, l'anticiclone delle Azzorre che non c'è più, la desertificazione in Italia, sono fenomeni che si vanno intensificando come mai?

mario, venerdì 31 maggio 2013 alle23:46 ha scritto: rispondi »

primitivismo

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