Le previsioni degli esperti sul riscaldamento globale e sugli effetti delle emissioni di anidride carbonica potrebbero rivelarsi imprecise. Lo rivela un rapporto realizzato dall’IPCC, il Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che sarà pubblicato alla fine del mese.

La relazione, di cui sono trapelate alcune anticipazioni, sostiene che la Terra si sta riscaldando a un ritmo di 0,12 gradi Centigradi per decennio a partire dal 1951, a fronte di una previsione di 0,13 gradi al decennio nell’ultima valutazione datata 2007.

Un’altra imprecisione potrebbe essere legata al fatto che gli scienziati non hanno tenuto conto a sufficienza della variabilità naturale del clima, esagerando l’effetto causato sulle temperature globali dall’aumento delle emissioni di carbonio.

Gli esperti IPPC, inoltre, hanno ammesso di non saper spiegare la “pausa” nell’incremento delle temperature che si registra più o meno dal 1997, e, soprattutto, smentiscono il fatto che in questo decennio la temperatura terrestre abbia raggiunto il picco massimo degli ultimi 1.300 anni. Il nuovo rapporto, infatti, sostiene che tra il 950 e il 1.250, ben prima, quindi, della rivoluzione industriale, alcune regioni del mondo sono state calde proprio come adesso.

Si legge infatti nel documento:

La ricostruzione delle temperature superficiali mostrano intervalli multi-decennali in corrispondenza dell’anomalia climatica medievale (950-1250) in cui alcune regioni erano calde come alla fine del 20° Secolo.

Un altro aspetto controverso riguarda il livello del ghiaccio marino antartico, per il quale il precedente rapporto datato 2007 prevedeva un progressivo calo. Il documento attuale, invece, ammette un “piccolo incremento” registrato nel Mare Antartico, pur senza dare una spiegazione al fenomeno.

In un’intervista al Telegraph, il professor Myles Allen, direttore del Climate Research Network della Oxford University, non ha voluto commentare le anticipazioni del rapporto, ma ha precisato che le previsioni dell’IPCC non dovrebbero essere considerate “una Bibbia” in materia di cambiamento climatico. Gli scienziati del Gruppo delle Nazioni Unite, comunque, restano convinti “al 95%” che il riscaldamento globale sia causato dall’uomo.

18 settembre 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 18 settembre 2013 alle19:54 ha scritto: rispondi »

Ammesso che l'aumento della popolazione e di conseguenza le emissioni di CO2 sono sicuramente aumentate, ma anche mi sovviene dei vichinghi che nel 900 d.c. non a caso battezzarono "Terra Verde" l'attuale Groenlandia ; due sono le ipotesi : o che erano dei grandi mattacchioni o che evidentemente la terra da loro scoperta non era ghiacciata come ora.

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