I costi dei programmi di adattamento ai cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo potrebbero raggiungere i 280-500 miliardi di dollari all’anno entro il 2050, fino a 5 volte in più del previsto. A rivelarlo è un recente rapporto dell’UNEP, che analizza le conseguenze del fallimento delle strategie di riduzione delle emissioni. Lo studio è stato revisionato da 31 esperti e realizzato da scienziati ed economisti provenienti da 15 diversi istituti di ricerca.

Gli analisti hanno quantificato il divario finanziario delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, ovvero la differenza tra i fondi necessari e le risorse economiche disponibili. Negli ultimi 5 anni i fondi destinati all’adattamento al riscaldamento globale nei Paesi in via di sviluppo sono aumentati, raggiungendo quota 22,5 miliardi di dollari nel 2014.

Secondo l’UNEP a dispetto degli stanziamenti più cospicui il divario finanziario è destinato a crescere. Ibrahim Thiaw, direttore esecutivo dell’UNEP, ha invitato i Governi a non sottovalutare i costi dell’adattamento ai cambiamenti climatici:

Questo report deve servire da monito. Bisogna ricordare che i cambiamenti climatici avranno costi sempre più alti. Il gap finanziario è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi decenni, se non si stanzieranno nuovi fondi e non si individueranno metodi di finanziamento innovativi e più sicuri.

Il report dell’UNEP dimostra che la Banca Mondiale ha sottostimato i costi dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Secondo l’istituto di credito i costi dal 2010 al 2050 si aggirerebbero tra i 70 e i 100 miliardi di dollari all’anno. L’UNEP sostiene invece che già entro il 2030 i fondi necessari potrebbero attestarsi tra i 140 e i 300 miliardi di dollari all’anno.

Se i Governi non riusciranno a contenere l’aumento delle temperature al di sotto dei 2°C entro il 2100, la cifra raggiungerà soglie ancora più allarmanti, con effetti devastanti sull’economia dei Paesi in via di sviluppo visibili già nei prossimi anni.

I Paesi sviluppati si sono impegnati a versare 100 miliardi di dollari all’anno alle nazioni in via di sviluppo per aiutarle ad affrontare le alluvioni, le ondate di siccità e gli altri eventi meteo estremi. L’UNEP ha invocato un maggior coordinamento degli sforzi per monitorare i progressi del piano di aiuti e dirottare le risorse finanziarie verso le aree più a rischio e i progetti importanti.

11 maggio 2016
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