Cambiamenti climatici: una minaccia per il genere umano secondo l’IPCC

Il nuovo report dell’IPCC, l’Intergovernmental Panel on Climate Change, mette in guardia dai rischi dei cambiamenti climatici e dalle pesanti conseguenze del negazionismo. Con le temperature in aumento, il mondo si troverà ad affrontare carestie, siccità ed eventi meteo sempre più estremi. Le migrazioni climatiche e le guerre civili per le materie prime, in rapida diminuzione, dilagheranno.

Se è vero che le colture potranno trarre benefici dai maggiori livelli di CO2, non si può dire lo stesso per la siccità, i fenomeni meteorologici violenti, la povertà di nutrienti del suolo, tutti fenomeni legati all’aumento delle temperature globali. I raccolti di grano subiranno pesanti cali e le riserve alimentari globali non riusciranno a sfamare una popolazione mondiale in costante crescita. A pagare il prezzo maggiore saranno le popolazioni più povere, impreparate a fronteggiare l’emergenza.

Il primo passo per affrontare l’emergenza climatica è ridurre le emissioni di gas serra. L’IPCC avverte che il mondo ormai è surriscaldato e difficilmente si potrà invertire rotta, dunque oltre alle politiche per la riduzione dell’inquinamento, bisogna iniziare a sostenere politiche globali di adattamento al cambiamento climatico.

Questo non significa rassegnarsi all’inevitabile. La buona notizia, infatti, è che maggiori saranno gli sforzi per ridurre le emissioni, minore sarà l’impatto del riscaldamento globale. La brutta notizia è che il peggio deve ancora venire. Non a caso la parola “rischi” è ripetuta ben 230 volte nel rapporto, a fronte delle 40 menzioni dell’ultima analisi completa, pubblicata 7 anni fa. Le parole dell’IPCC non promettono nulla di buono:

Nessuno su questa Terra resterà immune dagli impatti del cambiamento climatico.

Il rapporto dell’IPCC pubblicato oggi è uno dei più completi con ben 2.600 pagine, 32 volumi e la partecipazione di oltre 300 scienziati. Il report fa luce anche sui danni all’ecosistema generati dallo scioglimento dei ghiacciai, dal surriscaldamento delle acque marine e dalla perdita di habitat provocata dalla desertificazione.

Ogni anno le specie in via d’estinzione aumenteranno, flora e fauna patiranno i danni dei cambiamenti climatici con notevoli stravolgimenti agli equilibri ecosistemici. Le barriere coralline saranno tra le più colpite dall’aumento delle temperature globali. Gli stock ittici diminuiranno tra il 40 e il 60% ai Tropici, mettendo in ginocchio le economie costiere basate sulla pesca.

L’impatto dei cambiamenti climatici è già evidente in molte aree del mondo. Le ondate di caldo estreme in Europa, le alluvioni in Australia, la siccità dilagante in Oriente sono tutti fenomeni naturali accentuati dal riscaldamento globale, che portano devastazione, aumentando il numero di rifugiati climatici e fomentando i conflitti nelle aree più povere del mondo.

31 marzo 2014
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