Da anni si discute sull’uso di sostanze quali gli aerosol di solfati da utilizzare nell’atmosfera per simulare l’effetto creato dalle polveri emesse durante l’eruzione dei vulcani e indurre così un abbassamento delle temperature terrestri. Da oggi però si può guardare con speranza ad altre due sostanze, meno problematiche: la polvere di diamante e l’ossido di alluminio.

La scoperta viene dall’Università di Harvard ed è stata esposta in uno studio pubblicato sul giornale scientifico Atmospheric Chemistry and Physics. Con nanoparticelle di ossido di alluminio sarebbe possibile ottenere lo stesso effetto raffreddante che si ha con i solfati, mentre le polveri derivanti da diamanti sintetici avrebbero dimostrato di avere un 50% in più di efficacia.

In tal modo si potrebbero risolvere i problemi posti dai solfati come la possibile reazione con altre molecole presenti negli strati atmosferici che porta alla creazione di acido solforico e a un danneggiamento dello strato di ozono intorno alla Terra che ci protegge dalle radiazioni pericolose.

Queste polveri poi assorbirebbero solo specifiche lunghezze d’onda, così facendo potrebbero far surriscaldare gli strati più bassi dell’atmosfera modificando ancora di più i venti e quindi il clima. I solfati potrebbero infine avere un effetto di diffusione della luce sulla Terra ottenendo come conseguenze un aumento della crescita delle piante e la riduzione della produttività dei pannelli solari.

Bisognerebbe quindi iniziare da subito a inseminare con i nuovi composti, se non fosse che i prezzi per il momento risultano davvero proibitivi: un kg di polvere di diamanti costa attualmente 100 dollari.

È per questo che i ricercatori stanno concentrando le loro fatiche sulle nanoparticelle di ossido di alluminio, più semplici da produrre e più conosciute sotto l’aspetto della stabilità chimica e della sicurezza. Almeno finché nuove scoperte non renderanno la produzione dei diamanti sintetici e quindi delle loro polveri, più economiche e sostenibili.

4 novembre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 6 novembre 2015 alle0:50 ha scritto: rispondi »

Codesti ricercatori pur di fare sensazionalismo ...............

franco, giovedì 5 novembre 2015 alle11:10 ha scritto: rispondi »

bene, cosi oltre a inquinamento da polveri sottili avremo anche inquinamento da nanoparticelle , si dovrebbe risolvere il problema evitando di inquinare magari

mexsilvio, mercoledì 4 novembre 2015 alle23:05 ha scritto: rispondi »

Molto pericoloso . La polvere di diamante e' un abrasivo molto tagliente , e chi ne fa uso , ha precauzioni molto precise nell'utilizzo ..????

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