I cambiamenti climatici saranno irreversibili entro questo secolo. L’allarme per la Terra è lanciato da 18 scienziati di 3 continenti e riduce in maniera drastica i tempi d’azione dei governi contro le alterazioni del clima. Lo studio, pubblicato su Nature, mostra un orizzonte decisamente più scuro e che potrebbe portare prima del previsto al tanto temuto “punto di non ritorno”.

Al centro dei maggiori timori espressi dagli scienziati sul clima, l’effetto dell’incremento demografico e della temperatura terrestre: si passerà dagli attuali 7 miliardi di abitanti ai 9,3 del 2059, mentre per quanto riguarda il riscaldamento globale l’aumento sarà di circa 2 gradi. Tra i ricercatori impegnati paleontologi, geologi, biologi ed ecologi, preoccupati dal repentino mutamento degli equilibri del periodo postglaciale. L’era glaciale durò circa 100.000 anni, mentre l’attuale sembra essere entrata in crisi dopo appena 1.000.

Tra i responsabili di questa improvvisa accelerazione dei tempi anche la perdita incontrollata di biodiversità, che mette in crisi i naturali equilibri della Terra. Quello pubblicato su Nature rappresenta un ulteriore drammatico invito da parte degli scienziati ai governanti mondiali, affinché impediscano il sempre più incombente disastro climatico. I punti critici che minacciano la già precaria stabilità del clima sarebbero sul punto di non essere più controllabili. Sembra si sia già raggiunto al 43% dei limiti di sicurezza oltrepassati, con gli scienziati che ribadiscono nel 50% la soglia di “non ritorno”.

In questo senso potrebbe essere finalmente colta l’occasione per invertire la tendenza, provvedendo al prossimo incontro mondiale di Rio+20 alla sottoscrizione di accordi condivisi e vincolanti in favore della lotta ai cambiamenti climatici. La Terra sembra non poter proprio più aspettare oltre.

7 giugno 2012
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento