Cambiamenti climatici preoccupano italiani più del terrorismo

Gli italiani sono sempre più interessati all’ambiente: le preoccupazioni per l’inquinamento e i cambiamenti climatici sono secondi solo alle angustie causate dalla disoccupazione e dalla crisi. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Lorien Consulting e presentato al V Forum “QualEnergia?” svoltosi a Roma, promosso da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club.

I problemi ambientali, in particolare, stanno a cuore al 64,2% degli intervistati, secondi solo alle ansie legate all’occupazione, che tengono sulle spine la quasi totalità degli italiani (92,2%). Più nel dettaglio, a generare ansia sono soprattutto i rischi dovuti all’inquinamento e le insidie dello spreco, ma anche il cambiamento climatico si mostra come una preoccupazione sempre maggiore per gli italiani. Se nel 2010, infatti, solo il 6,7% del campione si dichiarava in apprensione a causa del climate change, quest’anno la percentuale ha raggiunto il 12,7%.

A preoccupare, da questo punto di vista, è soprattutto l’eventualità di eventi meteorologici estremi, che, secondo il sondaggio, fanno più paura anche del terrorismo, che dal 21,1% del 2011, attualmente angustia solo il 10% degli intervistati.

L’ambiente, comunque, non è solo sinonimo di problemi e paure. Secondo la maggioranza degli italiani, infatti, rappresenta anche una preziosa opportunità di sviluppo e occupazione, su cui puntare per uscire dalla crisi. Per il 65,2% del campione, infatti, la green economy dovrebbe essere uno dei settori prioritari in cui convogliare gli investimenti futuri per riuscire a rilanciare l’economia.

Per quanto riguarda infine le fonti energetiche rinnovabili, cresce la conoscenza da parte degli italiani: il solare termico passa dal 43,7% del 2011 al 51,2% del 2012 mentre per il fotovoltaico la popolarità è salita dal 16,7% dello scorso anno all’attuale 20,3%. In declino, al contrario, carbone, petrolio e nucleare.

30 novembre 2012
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I vostri commenti
R Sorgenti, sabato 1 dicembre 2012 alle11:31 ha scritto: rispondi »

Con tutta la retorica e l'ossessione con la quale si straparla di questi temi, non sorprende che, purtroppo, la gente sia sempre più confusa e condizionata da questi condizionamenti.   Eppure le evidenze sono ben diverse, ma i troppi interessi in gioco, non consentono di parlarne in maniera seria e razionale.   Alcune note di riflessione sull’argomento dei: “ Cambiamenti Climatici Antropogenici “ e le emissioni di CO2 in atmosfera.   La nota posizione dell’UE che attribuisce all’anidride carbonica da combustione dei combustibili fossili la causa del cambiamento in atto del clima  sulla Terra appare come un’evidente ed eccessiva forzatura. Si osserva al riguardo: 1) che l’anidride carbonica da combustione dei combustibili fossili costituisce solo il 3% della immissione di anidride carbonica nell’atmosfera; 2) che non vi è alcuna prova che l’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera determini un aumento della temperatura media dell’atmosfera sul nostro pianeta, anzi, le serie storiche ricavate dall’esame dei ghiacci delle ultime glaciazioni evidenziano che l’aumento di temperatura precede di centinaia d’anni l’aumento di concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera; 3) che anche negli ultimi decenni non vi è evidente correlazione tra l’andamento della temperatura media dell’atmosfera e l’andamento dell’anidride carbonica; anzi negli ultimi dieci anni la temperatura media dell’atmosfera terrestre è rimasta sostanzialmente costante, mentre la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera ha continuato a crescere.  

Silvano Ghezzo, sabato 1 dicembre 2012 alle0:11 ha scritto: rispondi »

Ed hanno perfettamente ragione. C'è da dire però che l'Italia è sovrappopolata, come dicevano quindici anni or sono i Verdi, prima di diventare rossi, e che il numero di abitanti ottimale sarebbe 40 milioni e non 60.

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