Il prezzo più alto per i cambiamenti climatici verrà pagato dalle popolazioni povere dei Paesi in via di sviluppo, che non sono in grado di affrontare carestie ed eventi meteo estremi. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che a partire dal 2030 stima 250 mila morti in più all’anno causati dall’aumento delle temperature globali.

Le cifre sono state presentate a Parigi nel corso della seconda conferenza globale sulla salute e sul clima. All’evento partecipano i ministri della salute dei Paesi firmatari dell’accordo sul clima della COP21. L’OMS ha avvertito le autorità sanitarie che nei prossimi anni senza un’inversione di tendenza del riscaldamento globale migliaia di persone appartenenti alle fasce meno abbienti della popolazione mondiale, soprattutto donne e bambini, moriranno a causa della malnutrizione, della malaria, della diarrea e delle ondate di calore. Vittime che andranno ad aggiungersi ai 7 milioni di decessi già causati dall’inquinamento atmosferico.

Nei prossimi 15 anni le ondate di calore causeranno 38 mila morti; la diarrea mieterà 48 mila vittime; la malaria 60 mila; la malnutrizione 95 mila. Tra i Paesi più colpiti figurano l’India e la Cina. Le ripercussioni economiche saranno devastanti. Le perdite annue stimate a livello globale si aggirano tra i 2 e i 4 miliardi di dollari.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità invoca interventi più incisivi nel settore dei trasporti e dell’energia, responsabili di una fetta rilevante delle emissioni di gas serra. Gli esperti fanno notare che oggi esistono strategie di mitigazione e tecnologie sostenibili in grado di ridurre drasticamente l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute pubblica.

A mancare sono azioni coordinate su larga scala. Una lacuna a cui cercherà di porre rimedio l’OMS, grazie a una nuova task force che monitorerà gli effetti del riscaldamento globale sulle fasce più vulnerabili della popolazione e indicherà ai Governi i provvedimenti da adottare.

L’Organizzazione mira a dirottare più investimenti nei progetti di tutela della salute pubblica dai cambiamenti climatici, che attualmente ammontano ad appena l’1,5% del totale. I ministri della salute dal loro canto dovranno avviare campagne per promuovere la mobilità sostenibile e l’adozione di stili di vita a basso impatto.

La popolazione dovrà essere istruita a proteggersi dalle ondate di calore, dallo smog e dalle malattie infettive. I Governi dovranno inoltre garantire un accesso equo e sicuro all’acqua e al cibo per prevenire le epidemie causate dalla scarsa igiene e combattere la malnutrizione.

Nel corso della conferenza l’OMS ha invitato i leader globali ad adottare un nuovo approccio nella messa a punto delle strategie economiche ed energetiche. Le nuove politiche dovranno tenere conto della riduzione della spesa sanitaria ottenuta grazie agli investimenti nella mitigazione dei cambiamenti climatici.

11 luglio 2016
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I vostri commenti
steve, martedì 12 luglio 2016 alle20:03 ha scritto: rispondi »

I ghiacci antartici sono in continua espansione. La decrescita di quelli artici é ferma dal 2000 Il clima è sempre cambiato e sempre cambierà. In epoca romana la temperatura era più alta di quella attuale senza interventi umani. Se vogliamo parlare di riduzione d'inquinamento, siamo tutti d'accordo, ma una cosa buona la CO2 la sta facendo: la terra è sempre più verde. Sfido chiunque a smentire, ma con dati per favore.

savino, martedì 12 luglio 2016 alle4:04 ha scritto: rispondi »

Commentare questo problema mi viene un pò difficile.Dal mio punto di vista, bisognerebbe che l'uomo smetta di pensare al profitto. Il dio danaro è la base di tutto il malessere che oggi viviamo, questo, ci porta all'autodistrzzione mondiale. A volte si dice : meglio non pensarci, io dico " bisogna pensarci " Un saluto e un augurio che la situazione attuale cambi rotta; avere meno ma stare meglio.

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