Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha parlato delle sfide che attendono i leader globali alla COP21, la conferenza sul clima in programma a dicembre a Parigi. In una lunga intervista concessa alla rivista Rolling Stone Obama ha dichiarato che la lotta ai cambiamenti climatici sarà la sua ultima grande sfida da presidente.

Barack Obama ha sottolineato i progressi compiuti per la riduzione delle emissioni globali alla conferenza di Copenaghen invitando le economie emergenti come la Cina e l’India ad assumersi le loro responsabilità al pari dei Paesi più sviluppati.

Il Presidente USA ha poi anticipato i temi principali della COP21: dagli impegni che dovranno assumersi tutti i Paesi per ridurre le emissioni di gas serra all’istituzione di un fondo globale per aiutare le nazioni più povere a mitigare i cambiamenti climatici.

Il raggiungimento di un accordo sul clima vincolante entro la fine dell’anno per Obama è un imperativo morale. Il presidente ha ricordato i rischi dell’innalzamento dei mari che rischia di far scomparire intere aree costiere e arcipelaghi, paradisi di biodiversità sottratti alle future generazioni:

Ogni anno torno alle Hawaii e spero di poterci passare molto tempo quando il mio mandato sarà finito. Voglio che quando le mie figlie andranno a fare snorkeling possano vedere quello che vedevo io quando avevo 5 o 8 anni.

L’attenzione rivolta da Papa Francesco alla lotta ai cambiamenti climatici e alla salvaguardia del Creato non ha lasciato indifferente Obama. Il Presidente USA condivide la presa di posizione contro il materialismo e l’avidità capitaliste contenute nell’Enciclica sull’ambiente del pontefice.

Pur riconoscendo che il libero mercato ha generato ricchezza, Obama punta il dito contro la mancanza di responsabilità verso l’ambiente dei sistemi capitalisti:

L’inquinamento è un classico esempio di fallimento del libero mercato, una di quelle conseguenze che vengono ignorate. Il nostro obiettivo è dire che il cambiamento climatico rappresenta un altro di questi fallimenti.

Obama si mostra ottimista sull’esito della COP21 e auspica che si giunga a un accordo condiviso per limitare l’impatto dei cambiamenti climatici sul Pianeta e sull’economia globale.

4 novembre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 6 novembre 2015 alle20:24 ha scritto: rispondi »

Solo belle promesse per "anestetizzare" l'opinione pubblica . Che cerchi invece di stabilizzare la popolazione mondiale, vero e angosciante problema di fondo.

Cris, giovedì 5 novembre 2015 alle8:29 ha scritto: rispondi »

La Cina, tanto per dirne un'altra, ha autorizzato le nascite del secondo figlio per famiglia solo perché la flessione demografica portava ad un impoverimento del loro mercato. In un momento del genere, far mettere al mondo due figli ad una popolazione di un miliardo di persone significa essere matti. Figuriamoci se aderiranno a questioni più "eteree" come i cambiamenti climatici.

pierluigi biagioni, mercoledì 4 novembre 2015 alle14:05 ha scritto: rispondi »

parole, parole, parole, chi ha autorizzato la ricerca petrolifera in Alaska ?

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