L’impatto dei cambiamenti climatici sulle città costiere sarà particolarmente alto. Acidificazione degli oceani, inondazioni, eventi meteo estremi e l’innalzamento del livello dei mari, fenomeni provocati o esacerbati dal riscaldamento globale stanno già mettendo a rischio l’incolumità delle popolazioni e le economie costiere fondate sul turismo e sulla pesca. Nei prossimi decenni la situazione è destinata a peggiorare. I cambiamenti climatici colpiranno con particolare violenza la città di New York, incidendo sulla vita di milioni di cittadini americani.

A prevedere il devastante impatto del riscaldamento globale sulla città di New York è un recente studio condotto dagli esperti del New York City Panel on Climate Change, commissione nata per studiare strategie di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico applicabili alla metropoli.

Secondo gli scienziati nei prossimi anni l’innalzamento delle temperature globali porterà ondate di calore senza precedenti nella Grande Mela causando l’innalzamento del livello dei mari ed esponendo le aree costiere al rischio di devastanti inondazioni.

Il quadro descritto dagli autori del report è ben più drammatico dello scenario vissuto a New York con l’uragano Sandy. Stando alle previsioni degli esperti le temperature nella metropoli dovrebbero aumentare tra i 4,1 gradi ai 5,7° Fahrenheit. Nel 2080 il clima si surriscalderà ulteriormente. Entro quella data, se l’aumento delle emissioni globali dovesse proseguire ai ritmi attuali le temperature potrebbero aumentare di 8,8 gradi Fahrenheit rispetto alla temperatura media registrata oggi di 54°F.

Le ondate di calore aumenteranno dalle due attuali a 5-7 all’anno e i giorni con temperature superiori a 90°F, pari a 32°Celsius, raddoppieranno. L’aumento delle temperature non sarà però l’unica emergenza che dovranno affrontare i cittadini di New York. I giorni di sforamento dei livelli di mercurio aumenteranno, passando da meno di uno a 3-5 all’anno. Come ha illustrato Radley Horton, scienziato della Columbia University e membro della commissione di studio sui cambiamenti climatici:

Ci aspettiamo che le temperature aumentino, così come le precipitazioni, e un’accelerazione nell’innalzamento del livello del mare che ci esporrà a un maggiore rischio di alluvioni.

I livelli del mare potrebbero aumentare di 27-53 centimetri entro il 2050, da 45 a 99 centimetri entro il 2080 e tra i 55 e gli 1,27 metri entro il 2.100. Nello scenario peggiore, che si basa sulla mancata applicazione di qualsiasi strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici, nei prossimi decenni l’innalzamento del livello dei mari potrebbe sfiorare addirittura gli 1,82 metri.

Gli allagamenti provocati dall’uragano Sandy purtroppo non saranno un lontano ricordo per i newyorkesi. Tutt’altro: secondo le stime la superficie delle aree urbane a rischio inondazione è destinata a raddoppiare, arrivando a un’estensione di ben 256 chilometri quadrati. In una città densamente popolata come New York una simile cifra si traduce in milioni di cittadini esposti al rischio di perdere la vita, la casa e in centinaia di attività produttive in pericolo.

Secondo gli esperti i quartieri più a rischio sono il Queens e Brooklyn. Nella zona sud-orientale del Queens, potrebbero verificarsi inondazioni addirittura ogni giorno a causa dell’alta marea.

Il clima nella Grande Mela sarà inoltre più piovoso. Le precipitazioni aumenteranno infatti tra il 4 e l’11% entro il 2050 e fino al 13% entro il 2080. La città è però già corsa ai ripari stanziando milioni di dollari per proteggere le coste e adattarsi al cambiamento climatico. Il sindaco De Blasio ha approvato inoltre un piano ambizioso per la riduzione delle emissioni che mira a tagliare i gas serra dell’80% entro il 2050, rispetto ai livelli record registrati nel 2005.

19 febbraio 2015
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I vostri commenti
Giuseppe, mercoledì 25 febbraio 2015 alle10:56 ha scritto: rispondi »

Davvero preoccupante, e non deve interessarci solo se si tratta di qualcosa vicino casa nostra. I cambiamenti climatici ci sono, peggioreranno e non è di certo la natura ad essere impazzita. Leggevo nel dossier di Focus sul clima, molto interessante, che il punto critico è l'artico, il polo nord sta diminuendo, le acque si riscaldano più facilmente, e questo fa aumentare il livello d'acqua. Di conseguenza c'è un meteo completamente sballato.

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