I cambiamenti climatici insidiano la Silicon Valley, esposta al rischio di inondazioni a causa dell’innalzamento del livello dei mari. Anche il quartier generale di Facebook, circondato dalle acque oceaniche su tre lati, dovrà affrontare questa minaccia nei prossimi decenni. A mettere in guardia dall’impatto dei cambiamenti climatici nella baia di San Francisco, in California, è l’équipe di scienziati coordinata da Eric Mruz,  a capo del Don Edwards San Francisco Bay National Wildlife Refuge.

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Oltre a Facebook rischiano di subire i danni dell’innalzamento delle acque oceaniche anche altri colossi tecnologici come Google, Yahoo, Dell, LinkedIn, Intuit, Intel, Cisco, Citrix e Oracle. Stando alle proiezioni sull’innalzamento del livello dei mari, le barriere che attualmente proteggono gli edifici di queste compagnie dalle catastrofi naturali nei prossimi anni non saranno più sufficienti ad assicurare il contenimento dei danni. Come sottolinea Eric Mruz:

Facebook dovrà affrontare l’innalzamento del livello dei mari. Si tratta di una minaccia enorme, dal momento che le proiezioni sull’innalzamento delle acque sono alle stelle ora. Per proteggere le loro proprietà, i vertici aziendali dovranno sicuramente intervenire sugli argini.

Gli scienziati prevedono un innalzamento del livello dei mari pari a 40 centimetri da qui al 2050. Ancora più drammatiche le previsioni da qui al 2100 con un aumento del livello dei mari stimato in un metro e sessanta centimetri. Ma il livello delle acque in vertiginoso aumento non è l’unico effetto dei cambiamenti climatici che insidierà la Silicon Valley: le tempeste si faranno infatti sempre più frequenti e violente, minacciando sia i quartieri residenziali che le imprese che hanno sede lungo le coste della baia.

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La Silicon Valley, centro nevralgico per la creazione delle tecnologie del futuro, dovrà dunque studiare sin da ora strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Attualmente purtroppo, come fa notare Will Travis della Bay Area Joint Policy Committee, le compagnie presenti nell’area tendono a ideare i loro prodotti e a pianificare le loro politiche industriali e ambientali con una vision a breve termine, trascurando i rischi che provengono dal futuro. Un errore madornale, dal momento che la Silicon Valley ospita i quartier generali di diverse grandi compagnie e  circa 3 milioni di persone, senza contare l’ingente flusso di traffico quotidiano. Le perdite umane ed economiche di inondazioni e tempeste violente sarebbero a dir poco enormi.

4 gennaio 2013
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