I cambiamenti climatici influiranno anche sulle abitudini alimentari della popolazione mondiale. Le diete occidentali, ad alto tenore di carboidrati, potrebbero diventare insostenibili. Il riscaldamento globale minaccia la produzione di grano. A confermare le previsioni già avanzate da precedenti ricerche è un recente studio condotto da un’équipe di ricercatori afferenti alla Kansas State University, negli USA.

Secondo gli autori della ricerca nei prossimi dieci anni la produzione di grano sarà messa a dura prova dai cambiamenti climatici. L’impatto dell’aumento delle temperature e degli eventi meteo estremi correlati al riscaldamento globale purtroppo non sarà di proporzioni ristrette. Gli esperti spiegano infatti che ben un quarto della produzione globale di grano sarà compromessa dal cambiamento climatico.

Queste previsioni si riferiscono allo scenario peggiore ipotizzato dai ricercatori, basato sulla mancata adozione di qualsiasi strategia di adattamento e mitigazione del riscaldamento globale.

Ai ritmi attuali di emissioni di gas serra, il mondo fronteggerà una crisi alimentare senza precedenti, facendo fatica a sostenere i consumi di una popolazione in costante crescita che già oggi conta oltre 7 miliardi di individui. Vara Prasad, docente di ecofisiologia delle colture che ha condotto lo studio, svela che all’aumento delle temperature globali corrisponderà un decremento delle rese agricole pari al 6% per ogni grado Celsius.

Rispetto alla produzione globale di grano registrata nel 2012-2013, pari a 701 milioni di tonnellate, l’aumento delle temperature porterà a una perdita dei raccolti stimata in 42 milioni di tonnellate. Prasad lancia l’allarme:

La situazione è molto grave. Gli effetti del cambiamento climatico sulla produzione di grano sono stati sottostimati. Il mondo si trova davanti a una sfida perché nei prossimi 30 anni la produzione di grano dovrebbe raddoppiare per poter sfamare una popolazione globale di 9,6 miliardi di individui.

Dall’analisi condotta su 30 colture, in campi con temperature comprese tra i 15 e i 32 gradi Celsius, è emerso che le piante fanno sempre più fatica ad adattarsi agli sbalzi termici causati dai cambiamenti climatici. Inverni troppo rigidi ed estati sempre più afose trovano impreparate le colture che non hanno il tempo di reagire a variazioni di temperatura così repentine. L’evoluzione richiede centinaia di anni mentre l’aumento delle temperature imputabile al riscaldamento globale sta avvenendo nel giro di decenni.

Inoltre il caldo eccessivo fa maturare precocemente le piante, riducendo il numero di chicchi di grano e diminuendo le rese dei raccolti. Gli scienziati stanno cercando di scoprire varietà di cereali più resistenti alle alte temperature, studiando strategie che limitino l’esposizione delle piante alle ondate di calore.

Precedenti studi hanno rivelato che anche le piante del cacao e del caffè sarebbero a rischio.

20 febbraio 2015
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I vostri commenti
Alessandra, lunedì 23 febbraio 2015 alle12:52 ha scritto: rispondi »

Purtroppo non potranno che peggiorare leggermente le cose. I ghiacciai continuano a sciogliersi e le temperature aumentano. Leggevo sul Focus di questo mese, un articolo molto interessante sui cambiamenti climatici. Molte anomalie hanno come causa la corrente a getto, un flusso d’aria in quota che crea bolle di caldo e di freddo. Questo non fa che creare un circolo vizioso di instabilità delle temperature.

mexsilvio, venerdì 20 febbraio 2015 alle19:48 ha scritto: rispondi »

Notizie simili , risultate NON VERITIERE IN PASSATO , SONO SERVITE SOLO A DETERMINARE L'AUMENTO delle farine , con conseguente aumento di morti per fame , nelle popolazioni povere ..!!! complimenti per l'autore ..!!!

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