I cambiamenti climatici avranno effetti importanti anche sulla diffusione delle malattie infettive. Un recente studio, condotto dai ricercatori della Penn State University, ha infatti dimostrato che la malaria colpirà sempre più spesso le popolazioni che vivono nelle regioni fredde dell’Africa Orientale, mentre la contaminazione subirà un calo nelle regioni calde del Sud.

Come illustrato dagli autori della ricerca, pubblicata sulla rivista Climatic Change, la capacità delle zanzare di trasmettere la malaria è fortemente influenzata dalla temperatura. Le zanzare sono infatti organismi ectotermi. Questo significa che la loro temperatura corporea corrisponde a quella dell’ambiente circostante.

I ricercatori hanno esaminato i modelli di trasmissione della malaria in quattro aree del Kenya con condizioni climatiche differenti: la savana, due luoghi montani freschi e un’area calda localizzata a bassa quota. I modelli globali sui cambiamenti climatici sono stati applicati su scala regionale, per valutare l’impatto dell’aumento delle temperature a livello locale. Gli scienziati hanno scoperto che a volte anche aree distanti poche decine di chilometri l’una dall’altra possono reagire diversamente al riscaldamento globale.

Nello specifico, nei prossimi decenni sempre più villaggi potrebbero essere esposti alle epidemie di malaria, anche quelli montani in cui prima il rischio era più contenuto. Nello stesso tempo, in climi molto caldi, come la savana, la diffusione della malaria potrebbe rallentare.

Nelle aree calde a bassa quota, invece, anche un piccolo incremento nel tasso di diffusione della parassitosi potrebbe tradursi in un numero di casi elevato. In queste aree il tasso di contagio resta costante tutto l’anno. Come ha illustrato una delle firme della ricerca, il professor Michael Mann:

Questo è uno dei primi studi che prova a esplorare l’impatto del cambiamento climatico a livello locale. I risultati suggeriscono che i villaggi situati nelle regioni montuose fredde potrebbero essere più vulnerabili di quanto si pensasse, mentre le grandi pianure a bassa quota potrebbero essere meno esposte al rischio di malaria.

10 luglio 2014
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, giovedì 10 luglio 2014 alle23:16 ha scritto: rispondi »

A parer mio la causa principale è la mondializzazione del pianeta. Forse non tutti sanno, o si ricordano, che le uova delle zanzare tigre ci sono arrivate principalmente dentro l'acqua dei pneumatici usati, che si importavano per un processo di riciclaggio. Molti altri "organismi alieni" hanno approfittato, e godono tuttora, della stessa strategia diffusiva ( la mondializzazione) in varie parti del mondo. D'altronde la Storia ci insegna che nel medioevo la peste arrivava con i ratti trasportati dalle navi commerciali di allora.

mexsilvio, giovedì 10 luglio 2014 alle20:31 ha scritto: rispondi »

DIFATTI CI SONO QUATTRO GRADI IN PIU' E NON SI RESISTE PIU' DAL CALDO ...!!! I DATI DELL'ANNO SCORSO DAVANO TEMPERATURE DI 34 GRADI OGGI CON --QUATTRO GRADI IN PIU' DEL RISCALDAMENTO GLOBALE-- ARRIVIAMO A STENTO A 23 GRADI ... SE CONTINUA COSI' ...VERREMO DA VOI A FARCI PAGARE LA BOLLETTA DEI CONSUMI DI METANO...!!!!

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