L’Australia non è il paradiso in gran parte ancora incontaminato come si potrebbe credere. Anche questo Paese risente dei cambiamenti climatici in atto dovuti all’effetto serra e uno studio ora afferma che se le emissioni di CO2 in atmosfera non verranno ridotte sarà il Paese che correrà più rischi.

A dirlo gli scienziati del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) e del Bureau of Meteorology, australiani, che analizzando 40 modelli climatici globali hanno calcolato per questo Paese la possibilità dell’aumento di 1,3 gradi Celsius entro il 2030, rispetto alla media del periodo 1986-2005, che potrebbe arrivare addirittura ad un aumento di 2,8 fino a 5,1 gradi entro la fine del secolo, superando i trend di crescita previsti per le altre zone del globo (+4,8 gradi).

Uno sconvolgimento totale che colpirebbe soprattutto il mare, con aumento delle temperature dai 2 ai 4 gradi e l’assorbimento da parte delle acque, di quantità di CO2 tali da diminuire il ph del sistema fino a danneggiare sia i coralli, molto sensibili anche agli sbalzi di temperatura e già in pericolo, sia l’ecosistema marino in genere.

Anche sul territorio i cambiamenti saranno catastrofici: la parte più meridionale del Paese vedrà una diminuzione delle precipitazioni segnando un progressivo inaridimento, anche se sull’isola della Tasmania le precipitazioni invernali poterebbero aumentare raggiungendo forti intensità. Come ha commentato Kevin Hennessy del CSIRO, che è stato coautore dello studio:

Il riscaldamento da 4 a 5 gradi avrà un effetto molto significativo: aumento drastico delle temperature, meno neve, precipitazioni più intense, più incendi e un rapido innalzamento del livello del mare.

Insomma comunque la si voglia vedere quello che ci aspetta non sembra certo un futuro roseo. Una scenario che sembra però non bastare a stimolare una risposta a quelli che appaiono come gli ultimi richiami in tempi utile, soprattutto del mondo scientifico, ad accettare che un grosso cambiamento deve essere fatto da parte di tutti, della popolazione e dei grandi poteri politici ed economici. Non è più una questione di interessi, ma di scegliere la vita della biosfera attuale, di cui facciamo parte anche noi.

28 gennaio 2015
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I vostri commenti
Rossana Andreato, lunedì 2 febbraio 2015 alle12:24 ha scritto: rispondi »

Grazie per la segnalazione, in effetti è stata una svista realizzata proprio pensando ad un'aumento dell'acidità, abbiamo provveduto a corregere l'errore. Saluti, Rossana Andreato

alsarago58, mercoledì 28 gennaio 2015 alle20:10 ha scritto: rispondi »

"quantità di CO2 tali da aumentare il ph del sistema" Caso mai diminuire...il pH è un logaritmo negativo, più lo diminuisci e più aumenta la quantità di H+ e quindi di acidità

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