Cambiamenti climatici, ISS: restano solo 20 anni per salvare la Terra

Tra 20 anni sarà troppo tardi per salvare la Terra. Questo l’allarme lanciato dall’Istituto Superiore di Sanità in relazione ai cambiamenti climatici, secondo il quale i mutamenti nel clima globale saranno responsabili ogni anno, nel corso dei prossimi due decenni, per la morte di “centinaia di migliaia” di persone. Un monito lanciato dal presidente dell’ISS, Walter Ricciardi, durante il primo simposio scientifico “Salute e cambiamento del clima”.

Il presidente dell’ISS è intervenuto in merito al rapporto tra salute e cambiamenti climatici in occasione dell’avvio dei lavori della COP24 in Polonia. Ricciardi ha ricordato come il rischio di ripercussioni serie sulla popolazione sia reale, citando tra i pericoli maggiori quello delle ondate di calore e dell’inquinamento. Come ha sottolineato lo stesso Ricciardi:

L’Organizzazione mondiale della sanità oggi ci dice che circa 250 mila morti l’anno nei prossimi vent’anni saranno attribuibili, direttamente o indirettamente, al cambiamento climatico. Come scienziati abbiamo il dovere di richiamare l’attenzione su questo problema, farlo diventare una priorità e indicare strategie per invertire questa drammatica tendenza prima che sia troppo tardi. Ci sono molte dichiarazioni generiche, ma non mi pare di vedere una cultura adeguata.

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A questo proposito nella Capitale si riuniranno nei prossimi tre giorni i massimi esperti mondiali di cambiamenti climatici, circa 500 esperti da 30 Paesi, così da redarre un documento che contenga misure concrete per arginare la situazione. L’obiettivo è di dare vita a una “Carta di Roma“, destinata alle istituzioni. Ha commentato Ricciardi:

La Carta di Roma sarà prodotta sulla base delle discussioni dei singoli panel e sarà molto concreta. Questa iniziativa, insieme alla “casa della sostenibilità” che realizzeremo all’ISS, servirà a dimostrare che si può agire tutti e subito per invertire il trend dei cambiamenti climatici, le istituzioni in primis, ma anche le persone comuni.

L’obiettivo è fornire ai politici e istituzioni dati certi e scientifici relativi all’impatto sulla salute, perché prendano delle decisioni rapide, dopo che anche all’ultimo G20 non si è arrivati ad un documento finale netto. Le speranze sono ora riposte nella COP24.

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Il monito lanciato da Ricciardi è stato condiviso dal segretario generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, e da Christopher Wild, direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC):

Finora è stato sottovalutato l’impatto che i cambiamenti climatici hanno sulla salute. L’esposizione ai fattori di rischio sarà influenzata dai cambiamenti climatici e sta aumentando a partire dall’esposizione ad aria inquinata per arrivare agli agenti infettivi ed alle radiazioni solari.

3 dicembre 2018
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