I cambiamenti climatici costano caro ai ghiacciai italiani. In appena 50 anni la superficie presente nel nostro Paese si sarebbe più che dimezzata secondo i dati raccolti dall’Università di Milano in collaborazione con Levissima.

A ridursi anche il numero di ghiacciai, presenti soprattutto sulle zone alpine italiane, che nello stesso periodo sarebbero scesi di 20 unità passando da 118 a 98. Forte preoccupazione viene espressa dai ricercatori, che puntano entro il 2014 alla realizzazione di un catasto nazionale che monitori in maniera costante lo stato delle aree nell’arco alpino italiano.

Vittima principale di questo crollo è il Piemonte, la Regione con il maggior numero di ghiacciai in Italia. A pagare il prezzo più alto le cime delle Marittime e del Monviso, a causa anche della particolare conformazione del territorio che non favorisce la preservazione degli strati di ghiaccio.

Lo stesso Monviso passa nello specifico da 11 conformazioni ad appena 7, peraltro di dimensioni ridotte rispetto alle precedenti. Il fenomeno di scioglimento sta inoltre causando una frammentazione nei singoli ghiacciai, sempre più divisi in aree più piccole e quindi più soggetti a una definitiva sparizione in tempi brevi.

Particolare è poi il caso della Lombardia, con il numero di ghiacciai aumentato in maniera considerevole negli ultimi anni (da 167 a 209), ma la cui superficie si è ridotta passando da 115 km quadrati agli attuali 89.

Non solo l’Artico paga quindi un prezzo salato a causa del riscaldamento globale, ma anche lo stesso patrimonio italiano risulta a rischio, con tutto ciò che ne consegue sotto il profilo del clima e dei futuri approvvigionamenti idrici.

28 novembre 2013
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