Lettera aperta di Greenpeace rivolta a Papa Francesco. A firmarla è Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, che vuole con la missiva ringraziare il pontefice per le iniziative in difesa del clima, soprattutto in relazione alla conferenza in svolgimento in Vaticano proprio sul tema dei cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici rappresentano un tema di discussione più che mai attuale, spiega Onufrio, i cui effetti si stanno già facendo sentire. A spese perlopiù dei Paesi più poveri: “i più vulnerabili e i meno responsabili del riscaldamento globale”. Come ha poi proseguito lo stesso direttore esecutivo di Greenpeace Italia, oggi in Vaticano per seguire la conferenza sul clima:

Una delle maggiori minacce per il clima della Terra proviene dallo sfruttamento irresponsabile di carbone e petrolio. I governi mostrano poca saggezza in questo campo e grandi interessi industriali sono ancora legati a queste fonti di energia, distruttive per l’ambiente, per il clima e oggetto di sanguinosi conflitti.

Le conseguenze per la vita umana sono disastrose e spesso non vengono colte fino in fondo. Eppure i segnali sono tanti: fenomeni meteorologici estremi, scioglimento dei ghiacci, siccità, alluvioni, tempeste, carestie e anche crescenti migrazioni di intere popolazioni in cerca di condizioni ambientali più favorevoli.

A conclusione della lettera inviata da Onufrio al Papa un invito a rivolgersi agli altri capi di Stato mondiali affinché si impegnino nel contrastare i cambiamenti climatici connessi al riscaldamento globale:

È per questo, Sua Santità, che Le chiediamo di rivolgere un appello a tutti i governi e ai leader dell’industria perché s’impegnino concretamente nella direzione del contrasto al riscaldamento globale, per un sistema energetico basato al 100 per cento sulle fonti rinnovabili, che sia accessibile a tutte le persone nel Pianeta.

28 aprile 2015
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