Dopo la corsa al rialzo osservata nel 2014, nella quale quasi ogni mese ha segnato temperature a livelli superiori alle medie rispetto agli ultimi 50 anni, anche il 2015 si conferma in linea con questo andamento. Le ultime misure registrate dalla NASA rivelano livelli record anche per febbraio 2015.

L’agenzia sta adottando per le rilevazioni una nuova modalità, la “12-month moving average”, per capire meglio le dinamiche nel corso dell’anno della variazione delle temperature medie globali. Si tratta di una media mobile che tiene conto di un certo numero di valori in sequenza. Non è infatti più possibile monitorare la situazione mondiale con una sola misurazione l’anno.

Fino a gennaio i 12 mesi più caldi erano stati quelli tra febbraio 2014 e gennaio 2015, ma dopo aver rilevato i dati di febbraio 2015, i 12 mesi sono slittati da marzo 2014 a febbraio 2015. Il mese da poco trascorso sarebbe il secondo (dopo il febbraio del 1998) nella classifica che registra quanto i mesi di febbraio abbiano superato, a partire dal 1880, le temperature medie di lungo periodo. Segnerebbe infatti un aumento di 0,79°C rispetto alle medie e un +0,04°C rispetto a gennaio dello stesso anno.

La situazione potrebbe peggiorare se si considera che a inizio di marzo la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha annunciato l’arrivo prossimo di un debole fenomeno di El Niño, che porterà comunque a delle conseguenze.

Come accade sempre l’effetto non è immediatamente percepibile perché il fenomeno non è omogeneo: se nell’Europa del Nord e dell’Est, in Eurasia e Cina le temperature sono state al sopra delle medie, se nell’Artico il permafrost si sta scongelando rilasciando in atmosfera quantità di CO2 e metano elevatissime, da un’altra parte, negli Stati Uniti orientali e nel Canada orientali, si è registrato un inverno particolarmente rigido.

Per chi ha un minimo di conoscenza di questi fenomeni è chiaro che questo non può in alcun modo rafforzare le tesi dei negazionisti del cambiamento climatico, ma potrebbe essere utilizzato a loro vantaggio rischiando di ritardare ulteriormente degli interventi ormai fondamentali per scongiurare un aumento delle temperature oltre i 2°C.

Il Pacific Northwest National Laboratory del Dipartimento dell’energia USA ha di recente avvertito che ci sarà un’accelerazione del riscaldamento della temperatura della superficie terrestre, quello che sta accadendo mese dopo mese è perfettamente coerente con questo e i fenomeni futuri lo dimostreranno, anche a chi si ostina a negarlo.

17 marzo 2015
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