I cambiamenti climatici spingeranno molte donne alla prostituzione. A sostenerlo alcuni esponenti politici USA, che in una risoluzione presentata al Congresso hanno lanciato un nuovo allarme legato ai mutamenti nel clima globale. Alla base del problema, sostengono i promotori dell’iniziativa, la progressiva marginalizzazione del genere femminile.

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Gli effetti dei cambiamenti nel clima porterebbero a delle alterazioni nella struttura economica e sociale dei Paesi e alla conseguente situazione di difficoltà per le donne, che ne subirebbero in maniera sproporzionata gli effetti. Come riporta la Risoluzione 36 del 113° Congresso, denominata “Recognizing the disparate impact of climate change on women and the efforts of women globally to address climate change”:

Donne insicure con limitate risorse socioeconomiche potrebbero risultare vulnerabili a situazioni come lavori sessuali, scambio di prestazioni sessuali e matrimoni prematuri che possono metterle a rischio per quanto riguarda l’HIV, le malattie sessualmente trasmissibili, gravidanze non programmate e scarsa salute riproduttiva […].

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Nessuna minaccia di un mondo intero divenuto quartiere a luci rosse, come da qualcuno estremizzato, ma un’attenzione particolare alle possibili difficoltà di un possibile cospicuo numero di indigenti. La Risoluzione è stata travisata nei termini essenziali secondo la prima firmataria, la Repubblicana e deputata californiana Barbara Lee, che sottolinea come le linee generali tracciate da lei e dai sostenitori Democratici all’iniziative fossero altre:

È un peccato il fatto che questa Risoluzione sia stata fraintesa nei suoi obiettivi principali. Tragicamente, come le donne vengono spinte ai margini diventano più vulnerabili e lo abbiamo visto volta dopo volta, quelle donne si trovano costrette a scelte strazianti.

Impedire lo svilupparsi di questo problema sarebbe possibile secondo la deputata Repubblicana attuando politiche di genere in grado di compensare il maggior impatto sulle donne dei cambiamenti climatici. In alternativa pensiamo potrebbe esserci anche una soluzione a monte, intervenendo per ridurre gli effetti nocivi del clima e prevenire (o limitare al minimo) la scarsità di risorse idriche e naturali, le migrazioni causate dai disastri ambientali. Si risolverebbero molti dei problemi del Pianeta, tra cui i possibili disagi al centro dell’allarme lanciato dai membri del Congresso USA.

2 maggio 2013
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