Combattere i cambiamenti climatici attraverso 4 mosse impopolari, ma efficaci. Questa l’indicazione, destinata a far discutere, che arriva da uno studio svedes,e condotto dalla Lund University e pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Letters. La prima soluzione al global warning sarebbe quella di fare meno figli, insieme al viaggiare meno, al rinunciare alla carne, all’auto per i propri spostamenti.

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Proprio il consiglio di contrastare il riscaldamento globale attraverso un controllo spontaneo delle nascite, per salvare la Terra dai cambiamenti climatici, il suggerimento che più è destinato a far discutere all’interno della lista di consigli utili redatta da Seth Wynes, ricercatore presso il Lund University Centre for Sustainability Studies, e da Kimberly Nicholas, della University of British Columbia.

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I ricercatori sono partiti analizzando l’impatto che la messa in atto di varie pratiche ecosostenibili avrebbe sulla CO2 emessa (in termini percentuali riferiti alle tonnellate emesse) e sul riscaldamento globale: la totale rinuncia all’auto eviterebbe il 2,4% di emissioni, mentre lavare a secco i vestiti lo 0,21% e sostituire le proprie lampadine con soluzioni a basso consumo lo 0,10%. Persino la scelta del singolo di passare alle rinnovabili “varrebbe” non oltre il 2% (1,47% per l’esattezza).

Ecco che entra in gioco la prima soluzione, ovvero l’avere meno figli. Un pargolo in meno o non avere affatto eredi indurrebbe una riduzione delle tonnellate di CO2 emessa fino al 58,6%, spiegano i ricercatori, percentuale calcolata sia sulle potenziali emissioni future del bambino (incluso il possibile diventare genitore in futuro) divise per la durata di vita prevista per la madre. Ogni genitore viene inoltre ritenuto responsabile per il 50% delle emissioni dei figli, percentuale che scende al 25% nei confronti dei nipoti.

Scegliere di cambiare la propria dieta o il modo di spostarsi sono azioni utili e necessarie, ma non sufficienti secondo Seth Wynes, che ha dichiarato:

Non sono sufficienti per affrontare la scala della sfida climatica che ci troviamo a fronteggiare. Ci sono tantissimi fattori che influenzano l’impatto sul clima delle scelte individuali, ma grazie al confronto tra tutte queste fonti abbiamo identificato con una certa sicurezza le azioni che possono fare la differenza.

Scelte profondamente personali e potenzialmente impopolari, conclude Kimberly Nicholas, ma che devono essere attentamente valutate in un’ottica di lotta ai cambiamenti climatici:

Sono scelte profondamente personali. Non possiamo ignorare però l’effetto climatico che il nostro stile di vita ha e che avrà sul nostro futuro.

È il nostro compito di scienziati segnalare onestamente i dati. È come un medico che davanti a un paziente malato gli ribadisce che il ‘fumo fa male’, anche se sa che il messaggio non gli piace. Siamo costretti ad affrontare il fatto che i livelli di emissione attuali sono veramente dannosi per il pianeta e per la società umana.

Io non ho figli, ma quella di averli o meno è una scelta a cui sto riflettendo e che discuto con il mio compagno. Nella nostra decisione di formare o meno una famiglia, il cambiamento climatico è certamente un fattore che prenderemo in considerazione, anche se non sarà l’unico.

14 luglio 2017
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