Sui cambiamenti climatici è stato di recente pubblicato uno studio del dottor James Hansen, ex scienziato della NASA e climatologo del Columbia University’s Earth Institute. La ricerca è intitolata “Young People’s Burden”. Gli esperti spiegano che l’Accordo di Parigi non è adatto a risolvere il problema del surriscaldamento globale.

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L’obiettivo è molto ambizioso, perché lo studio vuole convincere i giudici federali che l’azione portata avanti dall’amministrazione di Trump sulla questione sia illegale. Hansen è considerato il “nonno” della consapevolezza del cambiamento climatico. Non a caso Sophie Kivlehan, la nipote 18 enne, fa parte di un gruppo di giovani che si è sempre interessato all’argomento.

Proprio dei giovani nel 2015 hanno citato in giudizio il governo degli Stati Uniti, allora con Obama, perché a loro dire lo Stato non stava facendo niente per limitare i cambiamenti climatici pericolosi e per salvaguardare il loro futuro. Adesso il nuovo studio proverebbe la teoria sostenuta da questi ragazzi.

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L’Accordo di Parigi per limitare l’aumento della temperatura globale, non facendola salire di più di 2 °C entro il 2100, sarebbe insufficiente. Il team internazionale di ricercatori che si è occupato della questione ha concluso che per prevenire una futura catastrofe sarebbe necessaria un’azione più drastica.

Hansen e gli altri ricercatori sostengono l’importanza di migliori pratiche agricole e forestali per contrastare l’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Hanno dichiarato anche che è necessario che queste azioni vengano svolte nel più breve tempo possibile, altrimenti per i giovani del futuro i costi diventeranno sempre più difficili da sopportare.

Nel nuovo studio tutto il problema viene descritto in modo più accessibile rispetto alla maggior parte dei volumi accademici e la stessa Sophie Kivlehan ha dichiarato che non si tratta affatto di un problema astratto. Se lo studio dovesse essere abbastanza convincente nei confronti dei tribunali, i politici che negano l’urgenza del caso dovranno fare i conti con un piano per salvare il pianeta dall’incubo del cambiamento climatico.

24 luglio 2017
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